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3. St Leonhard - Camporosso

 

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Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è disponibile in un unico file alla pagina Pernottamenti e file utili.

 

Come spiegato nella descrizione della precedente tappa, benché essa non possa per ora costituire un riferimento stabile per il pernottamento, si continuerà a considerare la parrocchia di St Leonhard come punto di demarcazione tra la seconda e la terza tappa.

 

Cartina generale di tappa T03

  12 - Finkenstein - St. Leonhard - St Job

  13 - St Job - Tschau

  14 - Tschau - Arnoldstein

  15 - Arnoldstein - Maglern

  16 - Maglern - Confine di Stato

  17 - Coccau - Tarvisio

  18 - Tarvisio - Camporosso

Partendo, quindi, dalla piazzetta della chiesa, e lasciando quest’ultima sulla destra e la vicina canonica sulla sinistra, si procede fino a raggiungere la borgata di Radendorf (1); all’incrocio si gira a sinistra, e ci si tiene ancora a sinistra a quello successivo, sotto un grande tiglio (2).

Proseguendo, la strada diviene sterrata, e termina davanti ad un cancello nei pressi di una chiesa (3). Siamo nella borgata di Siebenbrünn.

 

 

Nel caso in cui si vada a pernottare a Riegersdorf si veda la variante alla fine del testo.

 

 

Il cancello ha la funzione di non far uscire il bestiame al pascolo, e il passaggio non è interdetto; infatti anche le frecce in legno indicano quella direzione. Si entra, dunque, richiudendo accuratamente se il cancello era chiuso, si passa tra la chiesa e la borgata e si prosegue fino ad uscire da un analogo cancello dall’altra parte (4).

 

Quando la sterrata arriva sulla strada che porta al Wurzenpass (5), si attraversa e si continua di fronte per cento metri, fino ad incontrare, in corrispondenza di un capitello con la Madonna (6), una strada secondaria perpendicolare; si va a destra, e dopo altri cento metri si svolta a sinistra per una strada bianca (7).

 

Dopo circa 500 metri ci sono subito due laterali destre, una perpendicolare e una obliqua (8), ma è agevole tenere la strada; quindi si entra brevemente nel bosco, attraversando anche a guado uno stretto ruscello; all’uscita c’è una laterale a sinistra (9), ma si va sempre diritti; si arriva infine alla borgata di Lind, prima della quale si ritrova l’asfalto. Al primo incrocio (10), si va a destra, mentre quello immediatamente successivo (11) si va a sinistra, riprendendo la direzione di prima. La strada, asfaltata, si inoltra tra i campi, fino a raggiungere la periferia di Pöckau. Arrivati alle case (12) si fa un rapido destra – sinistra, poi si va ancora a destra (13) fino a raggiungere la statale (14), che si prenderà a sinistra.

 

[In alternativa, al punto (11) si può andare diritti, quindi attraversare sempre diritti la statale (12a), girando infine a sinistra raggiungere all’incrocio successivo (13a). In breve si raggiunge il centro di Pöckau, dove c’è un bar (14a) (ma di mattina presto di solito è chiuso); proseguendo ancora nella medesima direzione si ritorna sulla statale (15a).]

 

Per raggiungere Arnoldstein ci sarebbe, in teoria, ancora un tratto di sentiero (raggiungibile andando a sinistra al punto (15)); tuttavia, il fatto di non essere riuscito ad individuarne una parte, unito all’aggiunta di una inutile salita e al fatto che la statale possiede una banchina più che transitabile (e pure dotata di un’area di sosta) e che il tratto da percorrere è di meno di un chilometro e mezzo, fa attualmente preferire proprio la statale.

All’entrata di Arnoldstein la prima cosa che si incontra è l’incrocio a sinistra con la Kreuzkapelleweg (16); si imbocca questa via e si passa quasi subito davanti ad una singolare chiesetta costruita in parte su di una roccia. Subito prima (17) c’è l’arrivo del tratto di sentiero che per il momento non verrà fatto.

 

Il passaggio per Arnoldstein viene fatto su strade secondarie, e così verrà descritto; tuttavia, chi avesse bisogno dei servizi che la cittadina offre può tranquillamente spostarsi sulla strada principale, rientrando poi sul tracciato in un punto qualunque, l’ultimo dei quali è la ciclabile prima del ponte sulla Gailitz.

Nell’incertezza, seguire sempre le solite frecce con i numeri di sentiero (in questo caso il 3), con direzione Maglern.

 

Si procede fino a che si trova una indicazione che manda a sinistra chi vuole andare a vedere la cascata (non è lontana, ma neanche vicinissima) (18); lì si scende, invece, a destra, proseguendo poi diritti. Si attraversa quindi una piazzetta (Markt Platz) (19); questo è il punto migliore (andando a destra) per chi vuole raggiungere la via principale.

Proseguendo secondo i segnali, invece, poco più avanti se ne trova uno che manda a sinistra (c’è scritto, tra l’altro, Kindergarten) (20), e sembra di entrare in un parcheggio privato; una volta dentro, però, si vede un vialetto che esce in diagonale a destra (21); in fondo a questo tratto si va brevemente a sinistra e subito si arriva su una pista ciclabile, da prendere a destra (22).

 

La ciclabile presto confluisce su una strada secondaria (23); poi questa confluisce su una più grande (24); in entrambe le situazioni si mantiene la direzione.

Quando la seconda strada sale a sinistra (25), si scende per la Römerweg; in fondo a questa (26) si va a destra, e quando la strada si allarga a destra (27) si prosegue diritti, tenendo la sinistra, per giungere infine alla pista ciclabile che corre parallela alla statale (28).

Si va a sinistra, superando anche il fiume Gailitz, quindi la ciclabile termina ad un incrocio con una brevissima rampa (29). Si va a sinistra e ci si infila tra le case, come indicato dal segnale di sentiero. In fondo a questa strada (30) pare di essere finiti in un vicolo cieco; tuttavia la via per proseguire c’è. Anzi ora ce ne sono due! Infatti fino a poche settimane prima dell’inaugurazione bisognava necessariamente salire per una breve scaletta che conduce sull’argine.

Preso quest’ultimo verso destra, si ridiscendeva, sempre dalla parte esterna, appena 50 metri dopo, alla fine del giardino della casa (31), proseguendo poi a sinistra parallelamente all’argine stesso. Ora, invece, si può anche continuare diritti restando ai piedi dell’argine, poiché tale tratto è stato liberato (anche se ho trovato ancora dei calcinacci).

 

Superata una laterale destra con ponticello (32), la stradella sale leggermente a sinistra nel bosco; dopo essere passati sotto l’autostrada, vi sono alcune laterali, tra cui due consecutive a destra (33), ma è agevole restare sulla via principale; ve n’è un’altra quando si è già tra i prati, a confluenza (34), ma basta andare diritti. Infine si arriva al paese di Maglern, preceduto da un altro cancello per bestiame.

 

Alla fine della strada (35), presso un capitello e una fontana, si va a sinistra, proseguendo poi diritti (36). La strada scende fino ad arrivare ad un quadrivio (37); si va a destra, e poco dopo (38) a sinistra verso la chiesa di St Andrä (39) (che vale la visita); quasi subito, però, si gira nuovamente a destra per una carrareccia che punta verso la ferrovia e poi gira per restarle parallela; ci può essere dell’erba alta. Alla fine di questo tratto (40) si va a destra, passando sotto alla ferrovia; di là si va diritti in salita, per prendere poco più avanti una strada a sinistra (41). Questa sale fino a raggiungere la statale (42); si attraversa e si va a sinistra, percorrendo la ciclabile fino al confine di Stato (43).

Volendo, dal capitello di Maglern (35) si può raggiungere il confine scendendo subito a destra, fino alla statale, da prendere a sinistra, e procedendo fino a destinazione sulla ciclabile o sul marciapiedi.

 

Appena superato il cartello "Italia", sulla destra inizia il successivo tratto di ciclabile, che fa parte di un complesso chiamato Ciclovia Alpe Adria. La stradina, interamente asfaltata, si inerpica subito con due tornantini, per poi procedere in saliscendi. Vi sono passaggi e strade che portano alla statale, vi sono altre laterali che vanno nel bosco, ma non si lascia mai la ciclabile. Particolare interessante, c’è anche un’area di sosta (45).

 

La ciclovia tocca una prima volta la statale presso una ditta di trasporti (47), poi termina temporaneamente all’altezza del bivio che porta all’abitato di Coccau (48).

Si va a destra e si percorre tutto il paese; in corrispondenza di un ponte (49) la strada fa una "U" a sinistra (non entrare a destra); subito dopo c’è un bivio (50): scendendo a sinistra ricomincia la ciclabile, per qualche chilometro aperta anche alle vetture dei residenti, che fa un largo giro fino a toccare di nuovo la statale (a) e ad immettersi quindi sul vecchio tracciato della ferrovia; salendo a destra si va verso la chiesa di Coccau. Considero quest’ultima come itinerario principale.

Presa dunque la salita a destra, all’incrocio che porta alla chiesa (51), si va ancora a destra, quindi, arrivati davanti a quest’ultima (52), si prende la strada che sale proprio di fronte; quando questa sbuca poco più in alto (53), si va a destra, e si va a destra anche al successivo incrocio (54).

 

Quando l’asfalto finisce, sulla sinistra, in mezzo a due case, sale una mulattiera (55); dopo appena 150 metri, però, la si lascia per prendere a sinistra un sentiero che porta il nome di Giulio Kugy (56). Nei brevi tratti aperti dell’inizio questo sentiero non pare un granché, ma poi nel bosco le cose cambiano decisamente in meglio.

 

C’è presto l’incrocio con un sentiero diagonale (57), ma si prosegue diritti, in salita; poi la via fa un gomito a sinistra, e dopo una panchina (58), scende per un breve tratto su scalini (attenzione: il terreno può essere bagnato). Più avanti (60), un sentiero scende a sinistra, puntando alla sottostante strada asfaltata, ma si prosegue prendendo a destra, in leggera salita.

Dopo un altro chilometro e mezzo (verso la metà del quale in un breve tratto si fa strettino) il sentiero sbuca su una strada forestale bianca (61), che si prenderà a destra, in leggera salita; quando poi si arriva nei pressi della rete del recinto dei cervi (che non ho mai visto), e la strada punta decisamente a destra (62), il sentiero scende a sinistra, seguendo il contorno del recinto, per arrivare, dopo un lungo tratto di discesa a scalini, alla strada che da Tarvisio porta all’entrata del centro faunistico (e poi oltre) (63). Poco oltre metà discesa, fate attenzione ad un ponticello in travi di legno, che può essere scivoloso.

 

Scendendo a sinistra si raggiunge in breve il centro di Tarvisio, per una sosta che a questo punto è più che doverosa. Per fare ciò si scende per la via delle Pinete fino in fondo (z), si attraversa la via Romana e, per la via Kugy o per la via IV Novembre, si raggiunge la via Roma; la chiesa è poco distante (e).

 

Per ripartire si può prendere la ciclabile, o una delle altre strade che portano a Camporosso, oppure (meglio) tornare al punto (63). Lì si sale a sinistra (chi non è sceso a Tarvisio andrà diritto), per una strada bianca inizialmente molto ripida (ma sono 50 metri); dopo un chilometro si lascia la strada (che va a destra) per un largo sentiero che prosegue diritto, leggermente a sinistra (65); c’è ancora un ponticello su un rio, quindi il sentiero scende a sinistra, terminando sulla ciclabile (66).

 

Si va a destra, tenendo la direzione, e in due chilometri si arriva in paese a Camporosso, all’altezza dell’incrocio che conduce alla stazione della funivia (7). L’edificio appena più avanti, sempre sulla destra della strada, è la canonica.

 

 

Pernottamento a Riegersdorf

Nel caso in cui si vada a pernottare a Riegersdorf, dove abbiamo trovato un’alternativa, seppure più "comoda", dal punto (1) si va diritti fino alla statale per il Wurzenpass (2a), subito al di là della quale c’è una pensione.

Per tornare sul tracciato e proseguire il cammino si continua diritti fino al paese di Tschau. Al riguardo va detto che in questa zona i vari paesi (ma verrebbe da dire borgate) si succedono spesso senza capire dove finisce l’uno e comincia l’altro.

In ogni caso, mezzo chilometro oltre la pensione si trova un incrocio / piazzetta (5a), dove si va avanti a sinistra; un altro mezzo chilometro e si incontra sulla destra una sterrata (7), che si prende, innestandosi sul percorso principale.

 

La ciclabile

Chi lo desidera, può rinunciare a 5 chilometri e mezzo di piacevole sentiero in cambio del risparmio di 350 metri di strada e di qualche breve salitella, percorrendo la ciclabile, interamente asfaltata.

Al bivio (50) si scende a sinistra e si arriva su una strada in quel tratto aperta anche alle vetture dei residenti; questa fa un largo giro, fino a toccare di nuovo la statale (b); appena prima ci si butta a sinistra, in discesa per immettersi in breve sul vecchio tracciato della ferrovia.

 

Per raggiungere Camporosso basta andare diritti. Vanno, tuttavia, segnalati alcuni punti: primo, l’incrocio con l’ex ferrovia proveniente dalla Slovenia, anch’essa recentissimamente ciclopedonalizzata (c), punto di incontro anche dei due cammini provenienti dai due stati e diretti al Lussari; secondo, la vecchia dismessa stazione di Tarvisio città (d), da dove si può in un attimo raggiungere la cittadina, uscendo sia a sinistra che a destra. Altre uscite verso l’abitato erano in preparazione.

 

 

 

Lunghezza in Km: 27,6 Km

Dislivello di tappa: Salite per circa 569 m, discese per circa 324 m.

 

Nel caso si volesse salire sul monte Lussari (vedi salita diretta la Monte Lussari in fondo alla pagina):

Lunghezza in Km: 33,5 Km

Dislivello di tappa: Salite per circa 1545 m, discese per circa 339 m.

 

 

Piccola variante per chi vuole puntare direttamente al Santuario di Monte Lussari, e pernottare là.

 

Scesi a Tarvisio e arrivati alla centrale via Roma (e), si va a destra, verso ovest, si passa sotto la vecchia ferrovia (f), e si continua in direzione di Camporosso. Superato il bivio per Tarvisio bassa (g), e fatti altri 700 metri, sulla sinistra si trova la strada, in leggera salita, che porta alla seggiovia del Monte Prisnig (h) (villaggio Florianca).

 

Quando l’asfalto finisce (i) c’è uno spiazzo adibito a parcheggio; subito prima si entra a destra nella stradina di accesso all’ultima casa popolare, passando dietro alla stessa. Appena oltre si prende una strada bianca che sale a sinistra (j), per terminare poco più in alto su una sterrata più grande (k).

Lì si va a destra, si attraversa un rio, e si prosegue; man mano che si procede la strada si fa sempre più erbosa, fino a diventare, per un breve tratto, poco più che una doppia traccia sul prato; ma non ci sono problemi: basta andare diritti, come pure al successivo incrocio, presso il retro di un ristorante (m).

 

La stradella procede parallela al margine del bosco; dopo aver aggirato la stazione di partenza di uno skilift, riceve da destra una strada bianca (n), che proviene dal punto in cui i pellegrini si incontravano in passato per poi salire insieme al Santuario, segnalato da una colonna in pietra sormontata da un angelo (b).

 

Continuando ancora diritti, alla fine la via piega a sinistra, e sbuca accanto al ristorante "Alte Hütte" (o). Sull’asfalto si va a destra e in breve si raggiunge la strada che sale al Lussari (10), che si prenderà a sinistra. Per il prosieguo si veda la quarta tappa.

   
 

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Ultimo aggiornamento: lunedì 31 ottobre 2011 14.30.45