|
HOME
CAM.
ITALIANO
TAPPE
DETTAGLIATE
VALBRUNA - LUSSARI
Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è
disponibile in un unico file alla pagina
Pernottamenti e file utili.
Per uscire da Valbruna si scende percorrendo il resto
dell’abitato. Mentre si sta uscendo la strada si biforca
(1): andare a destra, e ancora a destra subito dopo
(2), seguendo le indicazioni stradali per
Tarvisio.
Se si è pernottato alla Casa Alpina, si può anche uscire dal lato
del ristorante, prendendo poi un vialetto che termina sulla strada per Tarvisio,
poco più avanti del punto (2).
Lungo il cammino, sulla destra, si potrà vedere la vecchia
stazione di partenza della funivia. Dopo quasi un chilometro e mezzo di strada,
subito prima dell’incrocio con il vecchio tracciato della statale 13, si
incontra il percorso della vecchia ferrovia (3),
oggi trasformato in pista ciclabile, purtroppo, come quasi sempre, interamente
asfaltata.
Camporosso può essere raggiunta in modi diversi, utilizzando sia
la ciclabile sia le piste da sci, o ancora una via mista.
La ciclabile Porta direttamente alla
nuova stazione della funivia, passando però all’esterno dell’abitato di
Camporosso, ed è ideale soprattutto per chi ha dormito a Valbruna e intende
salire direttamente al Santuario.
Purtroppo, come dicevo, è interamente asfaltata. Si prende
andando a destra al punto (3) e procedendo fin
quando si arriva alla nuova stazione della funivia (10),
dove si proseguirà andando diritti tra la stazione e il terrapieno della
statale. Per il prosieguo si rimanda alla descrizione più avanti.
Le piste
Al punto (3) si va a destra, o per
la ciclabile o per una sterrata immediatamente prima. Tra la sterrata e la
ciclabile c’è più di un varco; se è stata scelta la sterrata, dopo circa 600
metri si passa comunque alla ciclabile, per ridiscenderne un centinaio di metri
dopo per una traccia grezza ma nitida a sinistra (4).
Si scende lungo questa pista in terra (attenzione, potrebbe
esserci fango), si passa su un ponticello in assi di legno e si prosegue
diritti. Poco dopo il ponte si incontra una pista trasversale
(5), ma si continua diritti lungo il torrente. In
fondo si supera un altro ponticello, e subito ci si trova a passare sotto
l’autostrada in un punto che ha tutto l’aspetto di un cantiere, ma che gode di
passaggio libero (6).
Se si vuole entrare a Camporosso si prosegue diritti, “tagliando
un po’ a destra”, fino a trovarsi presso ad un prato con davanti alcuni blocchi
di cemento (c’è anche un cartello che indica “Punto d’incontro n. 8”); a fianco
del primo (7) parte una carrareccia che si
inoltra nel prato e che poco dopo gira a sinistra, passando sotto la statale, ed
entra in paese a Camporosso proprio ad un passo dal (leggero) dosso che segna lo
spartiacque tra il bacino Adriatico e quello Danubiano
(8). Si va a destra e si arriva in centro. La canonica è quasi all’altro
capo del paese (9).
Per puntare dritti al Santuario, invece, poco dopo il punto
(6) si taglia a destra per lo spiazzo, andando
ancora a destra sulla stradina successiva; ripassati sotto l’autostrada, si
prende una breve salitella, che riporta sulla ciclabile
(7’).
Camporosso è da secoli il punto di partenza per raggiungere il
Santuario di Monte Lussari. Esiste, anzi, un punto (posto circa 500 metri oltre
la fine del paese, in direzione di Tarvisio) dove i pellegrini si incontravano
in passato per poi salire insieme al Santuario. Esso è segnalato da una colonna
in pietra sormontata da un angelo, posta presso un grande negozio di articoli
sportivi (a).
Il punto di partenza odierno si raggiunge, invece, dall’incrocio
accanto alla canonica, andando a destra verso la stazione di partenza della
funivia (10), e, una volta raggiunta questa,
andando a sinistra parallelamente alla statale finché non si arriva sulla strada
che sale leggermente verso destra verso la borgata di Lussari, prendendola in
tale direzione (11). Il sentiero marcato 613
comincia qui. C’è anche una variante per i prati lì vicino, per la quale si
rimanda alla cartina.
Dopo il ponticello sul torrente Lussari
(12), si va, secondo logica, a destra; poco più avanti, dopo uno spiazzo
(13), la strada diventa bianca e si inerpica,
piuttosto ripida, sulla montagna. Ormai tutti insieme, i pellegrini compiono
questa ultima fatica per arrivare alla meta finale del pellegrinaggio. Ad un
passo medio – con zaino pesante – ci vogliono due ore e mezza. Sopra, però, ogni
sofferenza è ripagata.
Alla malga (14) si va a destra, e
si continua a salire finché non si incontra la strada che proviene dalla Val
Saisera (15). Ancora a destra, mentre conviene
andare a sinistra al successivo bivio (16),
perché ci si risparmia una scalinata. Proprio in questo punto è stato inaugurato
nel 2010 un monumento ai pellegrini.
Quanto ai sentieri e alle scorciatoie, lungo la salita fate pure
quelle evidenti, ma non fate gli esploratori; dopo la malga, è buona la
scorciatoia di sinistra (a, b, c); meno
consigliabile, perché talora esposto, il sentiero di destra
(d, e).
E infine si arriva al Santuario (17).
La meta è raggiunta. Il pellegrinaggio è compiuto. Ad ogni pellegrino il compito
di assimilare questa esperienza.
Lunghezza: 11,4 km
Dislivello della tappa: salite per circa 990 m; discese
per circa 960 m (quella del ritorno a Camporosso). |