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TAPPE DETTAGLIATE
AQUILEIA - AIELLO
Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è
disponibile in un unico file alla pagina
Pernottamenti e file utili.
E’ la prima tappa, e pertanto è opportuno che non sia
molto lunga. In questo modo chi non è abituato può cominciare a
farsi la gamba; inoltre, prima di partire, c’è un po’ di tempo per
vedere Aquileia, se non lo si è fatto prima. Infine, la Via Sacra
potrebbe non venire aperta tanto presto.
Cosa c’è da vedere ad Aquileia, non è facile dirlo in
poche righe: sul luogo, però, troverete l’aiuto necessario.
Il punto di partenza è, naturalmente, la Basilica di Aquileia
(1), che si raccomanda comunque di visitare.
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Prologo da
Barbana (collegamento alla scheda sottostante)
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Prologo da Pineta San Marco
(collegamento alla scheda sottostante)
Per imboccare la via Sacra (che passa per il vecchio
porto romano) bisogna girare attorno (2)
e passare dietro alla basilica. Quasi subito si incontra e si
attraversa il tracciato della vecchia ferrovia, recentissimamente
sistemato (3), e immediatamente dopo
un primo cancello indicherà l’inizio della parte recintata; in
fondo, superato il cancello di uscita (4),
si attraversa la provinciale per Gorizia e si entra nella frazione
di Monastero per la via Salvemini. Al primo incrocio
(5) la strada gira a destra, e la si
segue; all’incrocio successivo (6) si
va a sinistra per via delle Vigne Vecchie. Dopo poco questa via fa
gomito a sinistra: da questo punto (7)
parte quella che è la strada migliore per andare verso nord. Si
tratta di una sterrata che inizia con un cancello; dentro ci sono
frutteti, e durante la stagione il proprietario potrebbe chiuderlo
(anche se io l’ho sempre trovato aperto).
Se il cancello della via Sacra è ancora chiuso, si
prende la “ferrovia” ciclabile e si procede fino a trovare la
provinciale un po’ più a ovest; si va a destra e in breve ci si
trova all’uscita della via Sacra stessa.
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Variante
della ferrovia - o se il portone è chiuso (collegamento alla scheda
sottostante)
Varcato il portone del frutteto, si va diritti verso
nord fiancheggiando per un breve tratto un ramo del fiume Natissa.
La stradina diventa sempre più erbosa, fino a che ci si trova
davanti una sbarra che segna la fine del tratto “strettamente
privato”.
Scavalcata o aggirata la sbarra, si raggiunge e si
supera le prime case e, sempre mantenendo la direzione ci si immette
su una asfaltata che proviene da destra (8).
Dopo 150 metri, al successivo gruppo di case (località Ronchi) si
entra a destra (9) tra le stesse, e
poi si va subito a sinistra (10), di
nuovo su sterrato, riprendendo la direzione nord.
Questa carrareccia finisce quando incontra da
sinistra la strada bianca che proviene da Terzo
(11); a quel punto si va a destra,
tenendosi alti sull’argine del canale. Il percorso, inizialmente
molto erboso, diventa poi una stradina, che finisce in località
Borgo Sandrigo (12). Lì si prende a
sinistra e quasi subito ci si trova sulla regionale 14.
Si gira ancora a sinistra
(13) e la si percorre per cinquecento metri, una parte dei
quali è evitabile utilizzando una stradina erbosa parallela al lato
sinistro della strada. Al successivo incrocio
(14) si gira a destra per una strada
asfaltata che, attraversata subito la località Malborghetto (attenti
all’inizio (15): tenete la destra; a
sinistra si entra nel cortile di un’azienda agricola), porta, dopo
essere passata sotto la ferrovia, fino alla strada che va da Villa
Vicentina a Scodovacca (16).
Si va a destra verso Villa Vicentina e, dopo 200
metri (17), si va nuovamente a
sinistra, e si prosegue verso nord, sempre su asfalto, attraversando
Capo di Sopra. La strada poi piega vistosamente a destra, e ad un
certo punto, subito prima di arrivare a San Nicolò, incrocia la
strada che viene da Villa Vicentina (19).
Proprio in corrispondenza dell’incrocio si va a
sinistra su strada bianca; al primo incrocio che si incontra
(20) si gira a sinistra, e a quello
immediatamente successivo (21) a
destra. Si attraversa diritti la regionale 351
(22) e, sempre su sterrato, si arriva
all’inizio di Perteole.
Sbucati sull’asfalto (23),
si gira a sinistra e si percorre il paese di Perteole quasi per
intero, fino alla chiesa parrocchiale. Subito prima di questa
(25) si entra a destra tra le case;
l’asfalto dura ancora meno di un chilometro, fino al ponticello
sulla roggia (26); poi si prosegue su
una larga strada bianca che arriva fino ad Aiello del Friuli.
Quando, tra le case, questa strada finisce
(27), si va a sinistra (via Dante
Alighieri), e dopo poco ci si immette sulla strada principale
(28). La si segue nel suo andamento
tortuoso (quasi subito una curva a destra di 90°) e in breve si
arriva alla chiesa (30). L’attuale
rifugio è lì accanto.
Aiello del Friuli è il paese delle meridiane: non
perdete l’occasione per conoscerle meglio e visitare il Cortile
delle meridiane presso il Museo della civiltà contadina del Friuli
imperiale, subito a sinistra del punto (29).
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Variante della roggia (collegamento alla scheda sottostante)
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Passante di Cavenzano (collegamento alla scheda sottostante)
Lunghezza: 15 km
Dislivello della tappa: irrilevante.
Variante se il portone è
chiuso
Nella seconda metà del 2009 gli arbusti che si erano
impadroniti della massicciata della ex ferrovia Cervignano – Grado, in
disuso da decenni, sono stati tolti, e con loro anche binari e traversine.
Al suo posto ora c’è una ciclabile con la superficie in ghiaia, ed è
un’ottima alternativa, seppure accanto al rumore del traffico.
Questa via può essere presa o nel caso in cui il portone
dovesse essere chiuso oppure di proposito. Nel primo caso, dal punto
(7) si prosegue a sinistra fino alla regionale
352; subito prima di raggiungerla si incontra la ciclabile
(6’), che bisogna percorrere in direzione nord
(a destra), parallelamente alla regionale, fino alla prima vera laterale a
destra (8’), che in breve ci porta in località
Ronchi. Si entra tra le case (9), e poi subito
si gira a sinistra (10), su sterrato,
riprendendo la direzione nord ed il tracciato principale.
In caso di scelta deliberata, invece, si cambia tracciato subito dietro alla
Basilica. Arrivati all’incrocio con il tracciato della vecchia ferrovia, ora
trasformato, come detto, in ciclabile (3), si
va a sinistra per quest’ultimo, senza entrare nella Via Sacra (che
naturalmente si può visitare ugualmente).
Arrivati alla provinciale per Gorizia
(4’), si attraversa diritti, e lo stesso si fa quando si arriva
all’incrocio presso la regionale (6’) (c’è
anche un chiosco), proseguendo poi parallelamente ad essa. Quando si
incontra la strada che conduce alla borgata di Ronchi di Terzo
(8’), si va a destra e in breve si giunge tale
località. Si entra tra le case (9), e poi
subito si gira a sinistra (10), su sterrato,
riprendendo la direzione nord ed il tracciato principale.
Volendo si può anche percorrere la Via Sacra fino alla fine, e, arrivati
alla provinciale per Gorizia (4), andare a
sinistra per la stessa fino ad incontrare la “ferrovia ciclabile”
(4’), che si prenderà a destra.
Prologo da Barbana
Il percorso Barbana – Aquileia è un prologo
divenuto possibile recentemente per la creazione di una
ciclabile che da Grado consente di raggiungere la terraferma in
condizioni di sicurezza. Tale opera, costruita utilizzando la
massicciata di una vecchia ferrovia, è in via di completamento,
e sarà pronta ufficialmente per la stagione estiva 2011.
La tappa (perché nel complesso Barbana – Grado –
Aquileia può essere considerata una vera e propria tappa) viene
descritta partendo dall’ipotesi che il pellegrino abbia
pernottato all’isola di Barbana (20).
Ed è bene dire subito che non vale la pena alzarsi tanto presto,
perché fino ad una certa ora non ci sono vaporetti per tornare a
Grado (informarsi).
Arrivati nella cittadina, si smonta nei pressi
del semaforo (19); spalle al
canale, andando di fronte per la via Manzoni si va verso il
centro, la città vecchia e la basilica (una visita vale davvero
la pena); per proseguire verso Aquileia, invece, si va a destra
lungo il canale, si attraversa la strada che porta all’isola
della Schiusa e si percorre la riva Gregori fino alla rotonda
(18). Si va a destra, salendo sul
ponte girevole.
Come si diceva, nel momento in cui questo testo
viene scritto non tutta la pista è completata; in particolare
manca il tratto corrispondente alla rampa di discesa verso nord
dal ponte girevole, fino all’entrata della Darsena San Marco
(17).
La ciclabile corre, andando in questa direzione,
sul lato destro della strada, e si suppone che anche la rampa
verrà realizzata dalla stessa parte. Fino ad allora, con grande
prudenza, si percorre sul lato destro questo tratto (sono circa
200 metri), per entrare poi sul tracciato della ciclabile al
primo varco disponibile, dove recentissimamente è stato
installato un semaforo pedonale.
La terraferma (15)
dista circa 5 chilometri. Per fortuna le notizie
sull’asfaltatura del tratto lagunare della ciclabile si sono
dimostrate inesatte, e la superficie della pista è stata fatta
in ghiaino.
Anche sulla terraferma la ciclabile corre
parallela alla strada. Lungo il percorso si incontra prima
l’incrocio per la frazione di Belvedere
(13), che si attraversa diritti, quindi, dopo circa 500
metri si trova sulla sinistra un varco che consente di
raggiungere la strada (12).
Aquileia può essere raggiunta per due vie: una
diretta, continuando sulla ciclabile, e una un po’ più lunga,
che però permette di passare per la Pineta San Marco.
La ciclabile
Dal punto (12) si
continua diritti per circa 4 chilometri. Ci sono molte
trasversali, che vengono tutte attraversate diritti; l’ultima è
la provinciale per San Lorenzo (5).
Poco dopo quest’ultima, la “ferrovia” si scosta
progressivamente dalla strada; dopo aver incrociato una strada
(4) e superato il ponte sul fiume
Natissa, la ciclabile aggira la basilica e va ad incrociare la
Via Sacra (3); si va a sinistra
con un angolo molto acuto, e in breve si giunge a destinazione
(1).
Pineta San Marco
Usciti sulla strada al punto
(12), si prende quasi di fronte,
appena spostata sulla destra, una strada bianca. La strada è
privata, ma il transito è ufficialmente consentito per coloro
che si recano alla chiesa e al cimitero.
Dopo un chilometro questa fa una curva a 90° a
destra (65) e poco dopo ne fa
un’altra a sinistra (64), per
terminare infine nei pressi della Chiesa di Marco
(63).
Per il prosieguo sul percorso interno si rimanda
al riquadro relativo alla Pineta San Marco.
Prologo da Pineta
San Marco
Per coloro che hanno gambe e hanno piacere di
aggiungere fin dall’inizio qualcosa a questa esperienza, è
disponibile anche un significativo prologo. Cioè si può spostare
il punto di partenza sulla riva del mare. Non, però, in un luogo
qualsiasi, bensì nel punto in cui, secondo la tradizione,
approdò San Marco quando venne ad evangelizzare queste terre.
Naturalmente conviene farsi accompagnare fino là
con un mezzo.
La chiesa di San Marco è posta sopra un minuscolo
rilievo, accanto al cimitero di Belvedere, circa a metà strada
tra tale abitato e la foce della Natissa, ed è circondata da una
piccola ma piacevole pineta.
Per raggiungere Aquileia ci sono due possibili
percorsi: uno interno, che percorre anche un tratto dell’argine
del mare, e uno esterno, che corre a fianco della regionale 352.
Descriviamo innanzitutto il primo, che è quello che consiglio.
Percorso interno
I terreni tutto attorno sono privati, e sono
”difesi” da una rete. In tale rete, però, ci sono parecchi
varchi, uno dei quali proprio di fronte alla chiesetta
(63).
Si entra lì e si scende, leggermente a destra,
per meno di cento metri. Nel punto più basso bisogna passare
attraverso una rada palizzata (che serve ad impedire il
passaggio alle moto); subito dopo (62)
si sale a sinistra sull’argine che segue la riva del mare. Quasi
subito all’argine si affianca, dal lato interno, una carrareccia
ben praticabile.
Che si scelga l’argine o la stradella, ad un
certo punto si incontra una strada bianca
(61) e la si prende a destra,
lasciando il mare.
Dopo oltre un chilometro la strada piega a
destra, e più avanti ripiega a sinistra, passando sopra due
ponti consecutivi (ma il primo, in cemento, ormai è solo una
finta) (59, 58). Quasi un altro
chilometro e altra curva a gomito a destra
(57).
Presto si trova l’asfalto
(56), ma poco più avanti, in corrispondenza di una
sterrata a destra (55), si può
deviare a destra oltre il fosso, percorrendo il largo margine
degli adiacenti campi (ma è una vera carrareccia).
500 metri più avanti si torna sulla strada
(54), e si imbocca la via
Gramsci, che parte perpendicolarmente a sinistra. Alla fina di
questa lunga via si attraversa la Natissa e ci si trova di
fronte al municipio (53). Si va a
destra per la via Roma (passando davanti prima all’Ostello e poi
alla bella chiesa di Sant’Antonio, che ho sempre trovato aperta)
e si arriva sulla regionale (52).
Terminata la via Roma, attraversata la regionale
(52), e presa la via di fronte, si
arriva in vista della Basilica (51),
nel prato non c’è più il vialetto diagonale; infatti a tutto il
parco a sud della basilica è stata data una nuova sistemazione,
compreso l’accesso alla Via Sacra.
Percorso della strada
Dalla pineta (63)
si scende per la strada bianca accanto alla chiesa. Questa
strada fa due curve a 90°, la prima a destra
(64) dopo 600 metri e la seconda
a sinistra (65), dopo altri 200,
per poi terminare sulla regionale 352
(66).
Di fronte, appena spostato sulla destra, c’è un
passaggio che consente di accedere al tracciato della vecchia
ferrovia, come si diceva recentissimamente sistemato e
trasformato in ciclabile ghiaiosa (12).
Si va a sinistra e si arriva senza problemi fino ad Aquileia,
come di seguito spiegato.
Si procede per circa 3,5 km, incuranti delle
tante trasversali. Superata la provinciale per San Lorenzo
(5), quando ormai si è sul retro
delle prime case, la via piega a destra, attraversando poco dopo
una strada asfaltata periferica e il fiume Natissa
(4).
Ancora poche centinaia di metri e si incrocia la
Via Sacra (3). Si va a sinistra
con un angolo molto acuto, e passando dietro alla Basilica si
arriva fino all’entrata (1).
Variante della roggia
Non siamo a Monza: è una piacevole variante, solo un po’ più lunga, che si
può prendere, tra Perteole e Aiello, andando a destra giusto prima del ponte
(24), dove finisce l’asfalto, per una
carrareccia terrosa. Si segue la sponda sinistra della roggia per 1,2 km;
poi la strada piega vistosamente a destra, e diventa un rettilineo in fondo
al quale si staglia il campanile di Cavenzano.
Dopo 100 metri di questo rettilineo si gira a sinistra, si passa la roggia,
e si arriva alla periferia di Aiello, giusto in corrispondenza dell’arrivo
del percorso principale. Attenzione: questa via è praticabile solo se il
tempo è stato bello!
Passante di Cavenzano
Vale per chi vuole tirare diritto, senza sostare ad Aiello. Arrivati a
Perteole per la sterrata (23), ci si dirige
verso il vicino cimitero, che si vede poco più avanti, accanto alla
provinciale che va ad Aiello, andando a destra subito prima di esso
(41) e proseguendo sullo sterrato che gli gira
attorno. Arrivati ad una cabina del gas (42) si
trova un incrocio, dove si prenderà la strada di sinistra, che piega a nord;
si continua quindi in questa direzione finché non ci si ritrova a Cavenzano.
Arrivati sulla strada principale (44) si va a
sinistra, e subito (45) dopo si va nuovamente a
destra, passando davanti ad un grande albero con sotto una panchina; dopo un
po’ la strada diventa sterrata (e bella). Dopo circa 600 metri, giunti in
vista del capannone AirNova, la strada si biforca (47):
prendere quella a sinistra, che in breve porta sull’asfalto
(48).
Ancora a sinistra, e rapidamente ci si trova al bivio del cavalcavia per
Crauglio (49), da prendere a destra. Scesi da
questo, alle prime case di Crauglio, in corrispondenza del cartello con il
nome del paese (50), si gira a destra, per un
breve passaggio sterrato, all’uscita dal quale (51)
si prosegue diritti sulla sterrata che inizia proprio di fronte; questa,
passando vicino al cimitero (52), porta
all’altro capo del paese.
Giunti sulla strada (5’) si va a destra,
seguendo quindi la descrizione della seconda tappa.
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