ITER  AQUILEIENSE

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Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è disponibile in un unico file alla pagina Pernottamenti e file utili.

 

E’ la prima tappa, e pertanto è opportuno che non sia molto lunga. In questo modo chi non è abituato può cominciare a farsi la gamba; inoltre, prima di partire, c’è un po’ di tempo per vedere Aquileia, se non lo si è fatto prima. Infine, la Via Sacra potrebbe non venire aperta tanto presto.

Cosa c’è da vedere ad Aquileia, non è facile dirlo in poche righe: sul luogo, però, troverete l’aiuto necessario.

Cartina generale di tappa T01

Cartina prologo da Barbana

  001 Aquileia - Terzo - Sandrigo

  002 - Malborghetto - Perteole

  003 - Perteole - Aiello - Crauglio

     271 - Aquileia - Belvedere

     272 - Belvedere - Grado

 

Il punto di partenza è, naturalmente, la Basilica di Aquileia (1), che si raccomanda comunque di visitare.

 

- Prologo da Barbana (collegamento alla scheda sottostante)

- Prologo da Pineta San Marco (collegamento alla scheda sottostante)

 

Per imboccare la via Sacra (che passa per il vecchio porto romano) bisogna girare attorno (2) e passare dietro alla basilica. Quasi subito si incontra e si attraversa il tracciato della vecchia ferrovia, recentissimamente sistemato (3), e immediatamente dopo un primo cancello indicherà l’inizio della parte recintata; in fondo, superato il cancello di uscita (4), si attraversa la provinciale per Gorizia e si entra nella frazione di Monastero per la via Salvemini. Al primo incrocio (5) la strada gira a destra, e la si segue; all’incrocio successivo (6) si va a sinistra per via delle Vigne Vecchie. Dopo poco questa via fa gomito a sinistra: da questo punto (7) parte quella che è la strada migliore per andare verso nord. Si tratta di una sterrata che inizia con un cancello; dentro ci sono frutteti, e durante la stagione il proprietario potrebbe chiuderlo (anche se io l’ho sempre trovato aperto).

Se il cancello della via Sacra è ancora chiuso, si prende la “ferrovia” ciclabile e si procede fino a trovare la provinciale un po’ più a ovest; si va a destra e in breve ci si trova all’uscita della via Sacra stessa.

 

- Variante della ferrovia - o se il portone è chiuso (collegamento alla scheda sottostante)

 

Varcato il portone del frutteto, si va diritti verso nord fiancheggiando per un breve tratto un ramo del fiume Natissa. La stradina diventa sempre più erbosa, fino a che ci si trova davanti una sbarra che segna la fine del tratto “strettamente privato”.

Scavalcata o aggirata la sbarra, si raggiunge e si supera le prime case e, sempre mantenendo la direzione ci si immette su una asfaltata che proviene da destra (8). Dopo 150 metri, al successivo gruppo di case (località Ronchi) si entra a destra (9) tra le stesse, e poi si va subito a sinistra (10), di nuovo su sterrato, riprendendo la direzione nord.

 

Questa carrareccia finisce quando incontra da sinistra la strada bianca che proviene da Terzo (11); a quel punto si va a destra, tenendosi alti sull’argine del canale. Il percorso, inizialmente molto erboso, diventa poi una stradina, che finisce in località Borgo Sandrigo (12). Lì si prende a sinistra e quasi subito ci si trova sulla regionale 14.

Si gira ancora a sinistra (13) e la si percorre per cinquecento metri, una parte dei quali è evitabile utilizzando una stradina erbosa parallela al lato sinistro della strada. Al successivo incrocio (14) si gira a destra per una strada asfaltata che, attraversata subito la località Malborghetto (attenti all’inizio (15): tenete la destra; a sinistra si entra nel cortile di un’azienda agricola), porta, dopo essere passata sotto la ferrovia, fino alla strada che va da Villa Vicentina a Scodovacca (16).

 

Si va a destra verso Villa Vicentina e, dopo 200 metri (17), si va nuovamente a sinistra, e si prosegue verso nord, sempre su asfalto, attraversando Capo di Sopra. La strada poi piega vistosamente a destra, e ad un certo punto, subito prima di arrivare a San Nicolò, incrocia la strada che viene da Villa Vicentina (19).

Proprio in corrispondenza dell’incrocio si va a sinistra su strada bianca; al primo incrocio che si incontra (20) si gira a sinistra, e a quello immediatamente successivo (21) a destra. Si attraversa diritti la regionale 351 (22) e, sempre su sterrato, si arriva all’inizio di Perteole.

 

Sbucati sull’asfalto (23), si gira a sinistra e si percorre il paese di Perteole quasi per intero, fino alla chiesa parrocchiale. Subito prima di questa (25) si entra a destra tra le case; l’asfalto dura ancora meno di un chilometro, fino al ponticello sulla roggia (26); poi si prosegue su una larga strada bianca che arriva fino ad Aiello del Friuli.

Quando, tra le case, questa strada finisce (27), si va a sinistra (via Dante Alighieri), e dopo poco ci si immette sulla strada principale (28). La si segue nel suo andamento tortuoso (quasi subito una curva a destra di 90°) e in breve si arriva alla chiesa (30). L’attuale rifugio è lì accanto.

 

Aiello del Friuli è il paese delle meridiane: non perdete l’occasione per conoscerle meglio e visitare il Cortile delle meridiane presso il Museo della civiltà contadina del Friuli imperiale, subito a sinistra del punto (29).

 

- Variante della roggia (collegamento alla scheda sottostante)

- Passante di Cavenzano  (collegamento alla scheda sottostante)

 

 

Lunghezza: 15 km

Dislivello della tappa: irrilevante.

 

Variante se il portone è chiuso

Nella seconda metà del 2009 gli arbusti che si erano impadroniti della massicciata della ex ferrovia Cervignano – Grado, in disuso da decenni, sono stati tolti, e con loro anche binari e traversine. Al suo posto ora c’è una ciclabile con la superficie in ghiaia, ed è un’ottima alternativa, seppure accanto al rumore del traffico.
 

Questa via può essere presa o nel caso in cui il portone dovesse essere chiuso oppure di proposito. Nel primo caso, dal punto (7) si prosegue a sinistra fino alla regionale 352; subito prima di raggiungerla si incontra la ciclabile (6’), che bisogna percorrere in direzione nord (a destra), parallelamente alla regionale, fino alla prima vera laterale a destra (8’), che in breve ci porta in località Ronchi. Si entra tra le case (9), e poi subito si gira a sinistra (10), su sterrato, riprendendo la direzione nord ed il tracciato principale.


In caso di scelta deliberata, invece, si cambia tracciato subito dietro alla Basilica. Arrivati all’incrocio con il tracciato della vecchia ferrovia, ora trasformato, come detto, in ciclabile (3), si va a sinistra per quest’ultimo, senza entrare nella Via Sacra (che naturalmente si può visitare ugualmente).

Arrivati alla provinciale per Gorizia (4’), si attraversa diritti, e lo stesso si fa quando si arriva all’incrocio presso la regionale (6’) (c’è anche un chiosco), proseguendo poi parallelamente ad essa. Quando si incontra la strada che conduce alla borgata di Ronchi di Terzo (8’), si va a destra e in breve si giunge tale località. Si entra tra le case (9), e poi subito si gira a sinistra (10), su sterrato, riprendendo la direzione nord ed il tracciato principale.


Volendo si può anche percorrere la Via Sacra fino alla fine, e, arrivati alla provinciale per Gorizia (4), andare a sinistra per la stessa fino ad incontrare la “ferrovia ciclabile” (4’), che si prenderà a destra.

 

Prologo da Barbana

Il percorso Barbana – Aquileia è un prologo divenuto possibile recentemente per la creazione di una ciclabile che da Grado consente di raggiungere la terraferma in condizioni di sicurezza. Tale opera, costruita utilizzando la massicciata di una vecchia ferrovia, è in via di completamento, e sarà pronta ufficialmente per la stagione estiva 2011.

 

La tappa (perché nel complesso Barbana – Grado – Aquileia può essere considerata una vera e propria tappa) viene descritta partendo dall’ipotesi che il pellegrino abbia pernottato all’isola di Barbana (20). Ed è bene dire subito che non vale la pena alzarsi tanto presto, perché fino ad una certa ora non ci sono vaporetti per tornare a Grado (informarsi).

 

Arrivati nella cittadina, si smonta nei pressi del semaforo (19); spalle al canale, andando di fronte per la via Manzoni si va verso il centro, la città vecchia e la basilica (una visita vale davvero la pena); per proseguire verso Aquileia, invece, si va a destra lungo il canale, si attraversa la strada che porta all’isola della Schiusa e si percorre la riva Gregori fino alla rotonda (18). Si va a destra, salendo sul ponte girevole.

 

Come si diceva, nel momento in cui questo testo viene scritto non tutta la pista è completata; in particolare manca il tratto corrispondente alla rampa di discesa verso nord dal ponte girevole, fino all’entrata della Darsena San Marco (17).

La ciclabile corre, andando in questa direzione, sul lato destro della strada, e si suppone che anche la rampa verrà realizzata dalla stessa parte. Fino ad allora, con grande prudenza, si percorre sul lato destro questo tratto (sono circa 200 metri), per entrare poi sul tracciato della ciclabile al primo varco disponibile, dove recentissimamente è stato installato un semaforo pedonale.

La terraferma (15) dista circa 5 chilometri. Per fortuna le notizie sull’asfaltatura del tratto lagunare della ciclabile si sono dimostrate inesatte, e la superficie della pista è stata fatta in ghiaino.

 

Anche sulla terraferma la ciclabile corre parallela alla strada. Lungo il percorso si incontra prima l’incrocio per la frazione di Belvedere (13), che si attraversa diritti, quindi, dopo circa 500 metri si trova sulla sinistra un varco che consente di raggiungere la strada (12).

 

Aquileia può essere raggiunta per due vie: una diretta, continuando sulla ciclabile, e una un po’ più lunga, che però permette di passare per la Pineta San Marco.

 

La ciclabile

Dal punto (12) si continua diritti per circa 4 chilometri. Ci sono molte trasversali, che vengono tutte attraversate diritti; l’ultima è la provinciale per San Lorenzo (5).

Poco dopo quest’ultima, la “ferrovia” si scosta progressivamente dalla strada; dopo aver incrociato una strada (4) e superato il ponte sul fiume Natissa, la ciclabile aggira la basilica e va ad incrociare la Via Sacra (3); si va a sinistra con un angolo molto acuto, e in breve si giunge a destinazione (1).

 

Pineta San Marco

Usciti sulla strada al punto (12), si prende quasi di fronte, appena spostata sulla destra, una strada bianca. La strada è privata, ma il transito è ufficialmente consentito per coloro che si recano alla chiesa e al cimitero.

Dopo un chilometro questa fa una curva a 90° a destra (65) e poco dopo ne fa un’altra a sinistra (64), per terminare infine nei pressi della Chiesa di Marco (63).

 

Per il prosieguo sul percorso interno si rimanda al riquadro relativo alla Pineta San Marco.

 

Prologo da Pineta San Marco

Per coloro che hanno gambe e hanno piacere di aggiungere fin dall’inizio qualcosa a questa esperienza, è disponibile anche un significativo prologo. Cioè si può spostare il punto di partenza sulla riva del mare. Non, però, in un luogo qualsiasi, bensì nel punto in cui, secondo la tradizione, approdò San Marco quando venne ad evangelizzare queste terre.

 

Naturalmente conviene farsi accompagnare fino là con un mezzo.

La chiesa di San Marco è posta sopra un minuscolo rilievo, accanto al cimitero di Belvedere, circa a metà strada tra tale abitato e la foce della Natissa, ed è circondata da una piccola ma piacevole pineta.

Per raggiungere Aquileia ci sono due possibili percorsi: uno interno, che percorre anche un tratto dell’argine del mare, e uno esterno, che corre a fianco della regionale 352. Descriviamo innanzitutto il primo, che è quello che consiglio.

 

Percorso interno

I terreni tutto attorno sono privati, e sono ”difesi” da una rete. In tale rete, però, ci sono parecchi varchi, uno dei quali proprio di fronte alla chiesetta (63).

Si entra lì e si scende, leggermente a destra, per meno di cento metri. Nel punto più basso bisogna passare attraverso una rada palizzata (che serve ad impedire il passaggio alle moto); subito dopo (62) si sale a sinistra sull’argine che segue la riva del mare. Quasi subito all’argine si affianca, dal lato interno, una carrareccia ben praticabile.

 

Che si scelga l’argine o la stradella, ad un certo punto si incontra una strada bianca (61) e la si prende a destra, lasciando il mare.

 

Dopo oltre un chilometro la strada piega a destra, e più avanti ripiega a sinistra, passando sopra due ponti consecutivi (ma il primo, in cemento, ormai è solo una finta) (59, 58). Quasi un altro chilometro e altra curva a gomito a destra (57).

Presto si trova l’asfalto (56), ma poco più avanti, in corrispondenza di una sterrata a destra (55), si può deviare a destra oltre il fosso, percorrendo il largo margine degli adiacenti campi (ma è una vera carrareccia).

 

500 metri più avanti si torna sulla strada (54), e si imbocca la via Gramsci, che parte perpendicolarmente a sinistra. Alla fina di questa lunga via si attraversa la Natissa e ci si trova di fronte al municipio (53). Si va a destra per la via Roma (passando davanti prima all’Ostello e poi alla bella chiesa di Sant’Antonio, che ho sempre trovato aperta) e si arriva sulla regionale (52).

 

Terminata la via Roma, attraversata la regionale (52), e presa la via di fronte, si arriva in vista della Basilica (51), nel prato non c’è più il vialetto diagonale; infatti a tutto il parco a sud della basilica è stata data una nuova sistemazione, compreso l’accesso alla Via Sacra.

 

Percorso della strada

Dalla pineta (63) si scende per la strada bianca accanto alla chiesa. Questa strada fa due curve a 90°, la prima a destra (64) dopo 600 metri e la seconda a sinistra (65), dopo altri 200, per poi terminare sulla regionale 352 (66).

 

Di fronte, appena spostato sulla destra, c’è un passaggio che consente di accedere al tracciato della vecchia ferrovia, come si diceva recentissimamente sistemato e trasformato in ciclabile ghiaiosa (12). Si va a sinistra e si arriva senza problemi fino ad Aquileia, come di seguito spiegato.

 

Si procede per circa 3,5 km, incuranti delle tante trasversali. Superata la provinciale per San Lorenzo (5), quando ormai si è sul retro delle prime case, la via piega a destra, attraversando poco dopo una strada asfaltata periferica e il fiume Natissa (4).

Ancora poche centinaia di metri e si incrocia la Via Sacra (3). Si va a sinistra con un angolo molto acuto, e passando dietro alla Basilica si arriva fino all’entrata (1).

 

Variante della roggia

Non siamo a Monza: è una piacevole variante, solo un po’ più lunga, che si può prendere, tra Perteole e Aiello, andando a destra giusto prima del ponte (24), dove finisce l’asfalto, per una carrareccia terrosa. Si segue la sponda sinistra della roggia per 1,2 km; poi la strada piega vistosamente a destra, e diventa un rettilineo in fondo al quale si staglia il campanile di Cavenzano.

Dopo 100 metri di questo rettilineo si gira a sinistra, si passa la roggia, e si arriva alla periferia di Aiello, giusto in corrispondenza dell’arrivo del percorso principale. Attenzione: questa via è praticabile solo se il tempo è stato bello!

 

Passante di Cavenzano

Vale per chi vuole tirare diritto, senza sostare ad Aiello. Arrivati a Perteole per la sterrata (23), ci si dirige verso il vicino cimitero, che si vede poco più avanti, accanto alla provinciale che va ad Aiello, andando a destra subito prima di esso (41) e proseguendo sullo sterrato che gli gira attorno. Arrivati ad una cabina del gas (42) si trova un incrocio, dove si prenderà la strada di sinistra, che piega a nord; si continua quindi in questa direzione finché non ci si ritrova a Cavenzano.

 

Arrivati sulla strada principale (44) si va a sinistra, e subito (45) dopo si va nuovamente a destra, passando davanti ad un grande albero con sotto una panchina; dopo un po’ la strada diventa sterrata (e bella). Dopo circa 600 metri, giunti in vista del capannone AirNova, la strada si biforca (47): prendere quella a sinistra, che in breve porta sull’asfalto (48).

 

Ancora a sinistra, e rapidamente ci si trova al bivio del cavalcavia per Crauglio (49), da prendere a destra. Scesi da questo, alle prime case di Crauglio, in corrispondenza del cartello con il nome del paese (50), si gira a destra, per un breve passaggio sterrato, all’uscita dal quale (51) si prosegue diritti sulla sterrata che inizia proprio di fronte; questa, passando vicino al cimitero (52), porta all’altro capo del paese.

 

Giunti sulla strada (5’) si va a destra, seguendo quindi la descrizione della seconda tappa.

 

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Ultimo aggiornamento: lunedì 31 ottobre 2011 14.30.45