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Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è disponibile in un unico file alla pagina Pernottamenti e file utili.

 

Per uscire da Aiello si prende la strada che va verso Campolongo al Torre (guardando la chiesa, a destra), ma quasi subito (1) si gira a sinistra per San Vito al Torre. Fatti settecento metri di questa strada (compreso il cavalcavia sull’autostrada) si prende a destra (2) una sterrata (attenti: spunta all’improvviso dietro un ciuffo di alberi e arbusti); dopo soli cento metri, al primo bivio (3), si va a sinistra e si continua fino a trovarsi nella zona artigianale, dove si ritrova l’asfalto. Usciti dalla zona artigianale si va a destra (4) e si entra in paese a Crauglio; dapprima la via si allarga, mentre si passa davanti a un bel palazzo padronale, poi si raggiunge un largo incrocio (5); si va a sinistra e si arriva all’altro capo del paese (6).

 

Cartina generale di tappa T02

  003 - Perteole - Aiello - Crauglio

  004 - Versa - Fratta - Medea

  005 - Medea - Mariano - Angoris

  006 Cormons - Brazzacco

  005 Provvisoria

  006 Provvisoria

In uscita dal paese si va a sinistra e si fa un pezzetto della provinciale che da Tapogliano porta a San Vito al Torre, girando poi a destra alla prima sterrata (7), che termina sulla regionale 252 (8). Si va a destra e si passa sul ponte sul torrente Torre. Scendendo dal ponte, sulla destra (11), c’è il moto club, dove è possibile trovare alloggio.


In realtà recentemente è stato reso praticabile un percorso diverso, che però non è comodissimo in quanto per un buon tratto ha l’erba alta. Esso si prende dal punto (6), andando diritti a fianco della casa verso i campi. Ad un certo punto (a), la sterrata diventa impraticabile, e si sale leggermente a destra, passando accanto a una vigna; alla fine di questa (b) si ridiscende a sinistra, riprendendo la stradina precedente. Si procede per un po’, fino a incontrare, sulla sinistra un boschetto di pioppi; alla fine di questa la carrareccia ne incontra un’altra, migliore, trasversale (c); si va a sinistra, con la strada che migliora molto dopo l’incrocio con un’altra sterrata da sinistra (d), finché si arriva sulla regionale 252 al punto (9).


Per proseguire vi sono due vie qui sotto descritte: la prima passa sul Colle di Medea e prosegue attraverso le vigne; la seconda risale l’argine del torrente Versa, toccando il paese di Fratta per raggiungere Cormons, utilizzando il tracciato di una mai realizzata variante ferroviaria.

 

 

- Via del Colle di Medea ----------------------------------------------------------------

Poco più avanti del ponte sul Torre si vede sulla sinistra un’azienda agricola, con annesso agriturismo (12'). Dato che alcuni di noi conoscevano i proprietari, durante l’inaugurazione eravamo passati per il cortile dell’azienda. Nella normalità, invece, è preferibile usare una via indipendente, che si va a descrivere.


Subito ai piedi della rampa si trova sulla sinistra una stradina che torna indietro verso il fiume (12); la si prende, girando poi immediatamente a destra per una capezzagna verde. Dopo 150 metri questa fa gomito a sinistra, per terminare in un’altra carrareccia che corre ai piedi dell’argine (13).

Si va a destra e subito si incontra una strada in terra che proviene da una cava (14), la si supera continuando dall’altra parte lungo l’argine per altri 150 metri, fino a che si trova una carrareccia migliore che si diparte perpendicolarmente sulla destra (15). Si va a destra e in 500 metri si giunge ad uno spiazzo sul retro della chiesetta dedicata alla Beata Vergine Lauretana (17). Da lì, proseguendo spalle alla facciata, si può arrivare in paese a Versa, al punto (51).
Per ripartire, dallo spiazzo dietro la chiesa ci si sposta appena cinquanta metri verso nord, trovando un altro incrocio (18), e si prende la strada bianca di destra. Questa strada, dopo essere passata davanti al cimitero, termina sulla provinciale per Medea, da prendere a sinistra (19).


La provinciale non ha una gran banchina, ma qualche salutare digressione è possibile farla, utilizzando, ad esempio, una vecchia ansa della strada, a destra (20). Si prosegue fino dove la strada fa una leggera curva a destra, alla fine della quale (22) si scende a destra per una sterrata (per riferimento, in quel punto ce n’è una anche a sinistra). Non ha un grande aspetto, ma non preoccupatevi.

 

Arrivati sotto l’argine (23) la stradina, ormai tutta erbosa, piega a sinistra tenendosi giusto alla base del terrapieno. Seguitela fino in fondo e non sbaglierete.

L’argine non viene falciato con la frequenza necessaria, e pertanto normalmente non ci si può fare affidamento; in inverno, tuttavia, esso è ben percorribile, e la stradina sotto forse no; pertanto dal punto (20) o dalla stradina successiva (21) si può salire sull’argine e percorrerlo fin dove si può e vuole, scendendo poi sul percorso principale.
 

Tornati sulla strada (25), si va a destra, si supera il ponte sul fiume Judrio e l’incrocio del cimitero (26) (dove si può prendere la strada che sale sul Colle di Medea o quella che gli gira attorno) e ci si avvia verso il vicino paese di Medea. Proprio di fronte alla chiesa sale a sinistra una strada con transito veicolare consentito ai soli residenti (27); alla fine delle case la via diventa erbosa e 50 metri dopo incrocia una scalinata (28). Si va a sinistra e si sale fino alla chiesetta di Sant’Antonio, sul Colle (30).


Volendo, mentre si percorre la strada sotto, si può anche arrivare fino all’incrocio dove la provinciale curva a destra (e dove c’è un’edicola con Sant’Antonio) (27’), prendendo a sinistra la via Osservatorio. Fatti cento metri, sulla sinistra (28’) c’è la scalinata che sale sul colle verso Sant’Antonio, e che passa per il punto (28).
 

Visitata la chiesa, si ridiscende la prima rampa di scale e, spalle alla cappella, si scende a sinistra per il vialetto ghiaioso, fino a trovare il largo sentiero attraversato poco prima salendo per la scalinata (31). Si va a sinistra e lo si percorre per un chilometro e mezzo.

Il tracciato corre sul ciglio del colle, passando accanto alle testimonianze della prima guerra mondiale e offrendo anche un bel panorama.
Arrivati sul bordo di una cava, il sentiero piega a sinistra e sale per 300 metri, giungendo infine ad un bivio (32). Si andrà a destra, ma prima vale la pena fare una brevissima deviazione. Andando a sinistra, infatti, in 150 metri si arriva al piazzale dell’Ara Pacis, un grande monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre (33).
 

Tornati al bivio di prima (32), si gira (venendo da qua) a sinistra e si scende, talora in modo ripido, per qualche centinaio di metri; si incrocia una carrareccia trasversale (34) (ma si prosegue diritti) e un sentiero confluente da destra (35), e dopo altri 500 metri si giunge ad un’altra chiesetta, quella di Santa Fosca (36).


Da questa chiesa scende una strada che in breve porta al sottostante paese di Borgnano; si arriva all’inizio della piazza (37), proprio di fronte ad una trattoria. Si percorre tutta la piazza e, in fondo a sinistra (38), si prende la strada che porta al cimitero.

 

 

Modifica di tracciato - novembre 2011

(Lavori stradali)

 

Il Cammino Celeste – ramo principale, 2ª tappa – attraversa la regionale 305 più o meno a metà (43) del tratto che va dall’incrocio di Angoris al ponte sul fiume Judrio. Nel tratto compreso tra tali due estremi vi sono 6 (sei) possibili attraversamenti intermedi; alla data sopra indicata non uno di essi era praticabile, compreso quello del Cammino Celeste. Naturalmente non é possibile sapere come e in che tempi la situazione si svilupperà; si sa solo che dovrebbero essere costruiti due sottopassi.

A questo punto non vale la pena seguire la questione con frequenza: verrà fatto un nuovo sopralluogo tra qualche mese, sperando che qualcuno dei lavori sia stato terminato.

Per chi nel frattempo voglia intraprendere il percorso, propongo due soluzioni, coincidenti tra di loro tranne che per un tratto (la versione “a” è più corta, ma potrebbe essere temporaneamente chiusa, in funzione dei lavori). Ecco le descrizioni (vedi cartine provvisorie 005 e 006):

 

Percorsa la piazza di Borgnano, in fondo (38) si esce non a sinistra ma a destra per la via Verdi, che piega immediatamente a sinistra, arrivando quindi alla provinciale (A).

a.    Si va a sinistra, portandosi quasi subito sulla destra per percorrere la larga stradella erbosa a fianco della vigna. Arrivati al quadrivio di Angoris (Y), si va a destra nel parcheggio della trattoria, prendendo poi la prima sterrata a sinistra (Z) (attraversando la regionale 305). Questo è un altro punto dove prima o poi riprenderanno a lavorare, ma per il momento è disponibile. In fondo si trova una strada bianca trasversale (D), e si va a sinistra fino alla provinciale (E).

b.    Si attraversa e si prende di fronte la via Bellini fino a raggiungere la regionale 305 (B). Si attraversa ancora e si va di fronte in direzione della borgata di Villaorba, superata la quale si va a sinistra per una strada bianca (C) che termina sulla provinciale presso un’azienda vinicola (E).

 

Si va a destra, restando inizialmente su una stradina parallela alla strada e poi per 200 metri sul ciglio della provinciale (attenzione!). Volendo si può attraversare subito, scavalcando (facilmente) la bassa barriera, e camminare sulla strada che serve le vigne di fronte.

Arrivati in corrispondenza dell’ingresso dell’azienda (sulla destra) si va a sinistra (F) per una sterrata alberata. Quando si arriva al canale (G) si va a destra fino alla provinciale (H). Se ne percorre un tratto (ma per quasi tutto si può evitare, stando sulla destra, la strada piena), fino a che non si incontra sulla sinistra la via Campi Nadari (I), che è strada bianca.

La si percorre fino in fondo, andando a destra alla biforcazione (J), fin dove essa termina sulla via Cellini (K). Si va a destra e si arriva alla regionale 56 (47), proseguendo poi diritti sulla via Ara Pacis come da Cammino principale.

Fine.

 


Arrivati a quest’ultimo (39), si va a sinistra per una larga strada bianca, proseguendo fino ad incontrare un viale con doppio filare di pini marittimi, proveniente da sinistra (41).

Si va a destra e si continua con questa direzione, che ci porterà fino alla destinazione odierna!
 

Si prosegue sempre diritti, senza curarsi degli eventuali incroci, attraversando anche la regionale 305 (43), e, dopo oltre un chilometro e mezzo, si confluisce in una asfaltata a traffico ultra ridotto, che proviene da destra (44). Altri 700 metri e si arriva alla periferia di Cormons e alla regionale 56 (via Isonzo) (47). Di fronte c’è la via Ara Pacis; la si percorre fin oltre il sottopasso della ferrovia (48) e rapidamente si è in centro (49). Proseguendo diritti per via Friuli e via Matteotti si raggiunge la piazza del Municipio; subito prima si incontra (a sinistra) la via Cancelleria Vecchia (51), che porta al parcheggio adiacente al ricreatorio (52). Il duomo (53) è a brevissima distanza.


[Una soluzione più facile, piacevole, ma certo meno significativa, è quella che passa per i punti (a), (b), (c), (d), (e), oppure (a), (b), (c), (d), (d’) e (41), passando dietro al colle.]
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Modifica di tracciato - luglio 2011

(Tratto della perifieria di Mariano del Friuli : lavori stradali)

 

La periferia est di Mariano del Friuli, con particolare riguardo per il tracciato della mai realizzata variante ferroviaria, è attualmente interessata da una serie di cantieri per la realizzazione di un passante stradale che eviti il paese di Mariano.

La zona in questione è per larghi tratti formalmente interdetta, anche se in molti punti si passa normalmente, almeno lontano dai cantieri al momento attivi.

 

Pertanto si suggerisce ai pellegrini che percorrono il tracciato principale del Cammino Celeste di non utilizzare la Via dell’argine e della ferrovia, che passa per il paese di Fratta e che lambisce, appunto, Mariano del Friuli, e ciò almeno per quest’anno (2011, ma non si sa fino a quando dureranno i lavori), ma di usare la via primaria, quella per Medea.

Fine.

 

 

 

- Via dell’argine e della ferrovia -------------------------------------------------------

Si può raggiungere l’abitato di Versa direttamente sulla strada, però io consiglio di fare lo stesso percorso della via di Medea, che si descrive.
 

Subito ai piedi della rampa di discesa del ponte sul Torre si trova sulla sinistra una stradina che torna indietro verso il fiume (12); la si prende, girando poi immediatamente a destra per una capezzagna verde.

Dopo 150 metri questa fa gomito a sinistra, per terminare in un’altra carrareccia che corre ai piedi dell’argine (13). Si va a destra e subito si incontra una strada in terra che proviene da una cava (14), la si supera continuando dall’altra parte lungo l’argine per altri 150 metri, fino a che si trova una carrareccia migliore che si diparte perpendicolarmente sulla destra (15).

 

Si va a destra e in 500 metri si giunge ad uno spiazzo sul retro della chiesetta dedicata alla Beata Vergine Lauretana (17). Da lì, proseguendo spalle alla facciata, si può arrivare in paese a Versa, al punto (51). La chiesa è visitabile.


Arrivati in paese, lo si attraversa tutto in direzione di Romans (cioè senza deviare dalla regionale), superando prima l’incrocio per Medea (52) e quindi il ponte sul fiume Judrio, oltrepassato il quale si va a sinistra (53) per percorrere, sulla strada bianca che costeggia l’argine, la sponda sinistra del torrente Versa.

Percorrere l’argine sarebbe ancora più bello, ma per la manutenzione non troppo frequente esso non è sempre comodamente praticabile. In questo percorso si lambisce gli abitati di Fratta e Mariano del Friuli. Nel primo tratto ci sono due strade laterali a destra (54) e (55), ma non se ne terrà conto.


Prima di Fratta la strada si scosta leggermente dall’argine, ed entra in paese (57).

La chiesetta del XV secolo vale una visita. Per riprendere la via dell’argine si torna all’incrocio tra le provinciali e ci si dirige verso il torrente Versa (direzione Medea), entrando però subito a destra, prima di salire sul ponte, tra le case per via Mulino Vecchio (per riferimento, si passa davanti ad una casa le cui imposte marrone scuro sono contornate, sul muro bianco, con un molto evidente colore giallo) (58); dopo 50 metri la via gira a sinistra, diventando subito dopo bianca.


Va detto, però, che nella parte centrale del tratto tra Fratta e Mariano anche la strada si è dimostrata povera di manutenzione. Si passa bene, ma talora tra l’erba alta, specialmente in estate. Un’alternativa potrebbe essere quella di oltrepassare il torrente e di prendere (a destra) la strada che percorre la sponda opposta, in condizioni decisamente migliori ((m)(n)(o)).


Qualunque sia la sponda scelta, all’altezza di Mariano del Friuli si attraversa la regionale 305 (60, 60’) e si continua diritti; il successivo incrocio è quello con il tracciato della mai realizzata variante ferroviaria (61).

Lo si prende (a sinistra, superando il torrente se si è ancora di qua), e lo si percorre fin dove la strada scende dalla “ferrovia” a sinistra (63) (non si può sbagliare), proseguendo come strada bianca, fino a raggiungere la zona industriale di Cormons.


Arrivati sull’asfalto (64), si continua tenendo la direzione, fino ad incrociare il grande viale alberato che attraversa la zona industriale (65); lo si attraversa e lo si percorre verso destra fino dove esso termina sulla via Corona (66); quindi si gira a sinistra fino alla provinciale (via Vino della Pace) (67).

Dal punto (64) si può anche andare a destra per una carrareccia fino ad arrivare sulla via Corona nel punto dove questa si infila sotto la “ferrovia(65’); si va a sinistra e la si percorre fino alla fine (67).


Arrivati alla provinciale, la si attraversa, infilandosi di fronte, una cinquantina di metri sulla destra, in via Michelangelo (68); si attraversa poi anche la regionale 56 (69), imboccando via Bancaria; in fondo ad essa (48) si va a destra, passando sotto la ferrovia, e si è in centro (49).

 

Proseguendo diritti per via Friuli e via Matteotti si raggiunge la piazza del Municipio; subito prima si incontra (a sinistra) la via Cancelleria Vecchia (51), che porta al parcheggio adiacente al ricreatorio (52). Il duomo (53) è a brevissima distanza.


Nel duomo di Cormons, a fianco dell’altare, a destra, c’è una statua di San Giacomo.

Merita inoltre visitare la graziosa chiesa di San Giovanni Battista, nell’omonimo borgo (uscendo da Cormons sulla strada per Brazzano, al punto (4) della tappa successiva; alcune famiglie che abitano lì accanto hanno le chiavi). Farlo la mattina seguente potrebbe essere troppo presto.
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Lunghezza: 17-18 km

Dislivello della tappa: irrilevante; 140 metri in salita e altrettanti in discesa se si fa il Colle di Medea.

 

 

Passare per Monticello di Cormons

Per chi risale la sponda destra (quella di nord-ovest), segnalo, poco prima di arrivare alla ferrovia, la possibilità di una deviazione a sinistra (p), che porta, per un molto evidente viale alberato, alla vicinissima frazione di Monticello di Cormons.

 

Da Monticello, per tornare sul tracciato, si prende la strada che porta a Corona, che inizia accanto ad un Capitello con la Vergine, e che si alza per superare la ferrovia; giusto prima del ponte si va a sinistra e si scende confluendo in breve nel tracciato principale (62).

 

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Ultimo aggiornamento: lunedì 31 ottobre 2011 14.30.45