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ITALIANO
TAPPE DETTAGLIATE
AIELLO - CORMONS
Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è
disponibile in un unico file alla pagina
Pernottamenti e file utili.
Per uscire da Aiello si prende la strada che va verso
Campolongo al Torre (guardando la chiesa, a destra), ma quasi subito
(1) si gira a sinistra per San Vito
al Torre. Fatti settecento metri di questa strada (compreso il
cavalcavia sull’autostrada) si prende a destra
(2) una sterrata (attenti: spunta all’improvviso dietro un
ciuffo di alberi e arbusti); dopo soli cento metri, al primo bivio
(3), si va a sinistra e si continua
fino a trovarsi nella zona artigianale, dove si ritrova l’asfalto.
Usciti dalla zona artigianale si va a destra
(4) e si entra in paese a Crauglio; dapprima la via si
allarga, mentre si passa davanti a un bel palazzo padronale, poi si
raggiunge un largo incrocio (5); si va
a sinistra e si arriva all’altro capo del paese
(6).
In uscita dal paese si va a sinistra e si fa un
pezzetto della provinciale che da Tapogliano porta a San Vito al
Torre, girando poi a destra alla prima sterrata
(7), che termina sulla regionale 252
(8). Si va a destra e si passa sul
ponte sul torrente Torre. Scendendo dal ponte, sulla destra
(11), c’è il moto club, dove è
possibile trovare alloggio.
In realtà recentemente è stato reso praticabile un percorso diverso,
che però non è comodissimo in quanto per un buon tratto ha l’erba
alta. Esso si prende dal punto (6),
andando diritti a fianco della casa verso i campi. Ad un certo punto
(a), la sterrata diventa impraticabile,
e si sale leggermente a destra, passando accanto a una vigna; alla
fine di questa (b) si ridiscende a
sinistra, riprendendo la stradina precedente. Si procede per un po’,
fino a incontrare, sulla sinistra un boschetto di pioppi; alla fine
di questa la carrareccia ne incontra un’altra, migliore, trasversale
(c); si va a sinistra, con la strada
che migliora molto dopo l’incrocio con un’altra sterrata da sinistra
(d), finché si arriva sulla regionale
252 al punto (9).
Per proseguire vi sono due vie qui sotto descritte: la prima passa
sul Colle di Medea e prosegue attraverso le vigne; la seconda
risale l’argine del torrente Versa, toccando il paese di
Fratta per raggiungere Cormons, utilizzando il tracciato di una mai
realizzata variante ferroviaria.
- Via del Colle di Medea
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Poco più avanti del ponte sul Torre si vede sulla
sinistra un’azienda agricola, con annesso agriturismo
(12'). Dato che alcuni di noi
conoscevano i proprietari, durante l’inaugurazione eravamo passati
per il cortile dell’azienda. Nella normalità, invece, è preferibile
usare una via indipendente, che si va a descrivere.
Subito ai piedi della rampa si trova sulla sinistra una stradina che
torna indietro verso il fiume (12); la
si prende, girando poi immediatamente a destra per una capezzagna
verde. Dopo 150 metri questa fa gomito a sinistra, per terminare in
un’altra carrareccia che corre ai piedi dell’argine
(13).
Si va a destra e subito si incontra una strada in
terra che proviene da una cava (14), la
si supera continuando dall’altra parte lungo l’argine per altri 150
metri, fino a che si trova una carrareccia migliore che si diparte
perpendicolarmente sulla destra (15).
Si va a destra e in 500 metri si giunge ad uno spiazzo sul retro
della chiesetta dedicata alla Beata Vergine Lauretana
(17). Da lì, proseguendo spalle alla
facciata, si può arrivare in paese a Versa, al punto
(51).
Per ripartire, dallo spiazzo dietro la chiesa ci si sposta appena
cinquanta metri verso nord, trovando un altro incrocio
(18), e si prende la strada bianca di
destra. Questa strada, dopo essere passata davanti al cimitero,
termina sulla provinciale per Medea, da prendere a sinistra
(19).
La provinciale non ha una gran banchina, ma qualche salutare
digressione è possibile farla, utilizzando, ad esempio, una vecchia
ansa della strada, a destra (20). Si
prosegue fino dove la strada fa una leggera curva a destra, alla
fine della quale (22) si scende a
destra per una sterrata (per riferimento, in quel punto ce n’è una
anche a sinistra). Non ha un grande aspetto, ma non preoccupatevi.
Arrivati sotto l’argine (23)
la stradina, ormai tutta erbosa, piega a sinistra tenendosi giusto
alla base del terrapieno. Seguitela fino in fondo e non sbaglierete.
L’argine non viene falciato con la frequenza
necessaria, e pertanto normalmente non ci si può fare affidamento;
in inverno, tuttavia, esso è ben percorribile, e la stradina sotto
forse no; pertanto dal punto (20) o
dalla stradina successiva (21) si può
salire sull’argine e percorrerlo fin dove si può e vuole, scendendo
poi sul percorso principale.
Tornati sulla strada (25),
si va a destra, si supera il ponte sul fiume Judrio e l’incrocio del
cimitero (26) (dove si può prendere la
strada che sale sul Colle di Medea o quella che gli gira attorno) e
ci si avvia verso il vicino paese di Medea. Proprio di fronte alla
chiesa sale a sinistra una strada con transito veicolare consentito
ai soli residenti (27); alla fine delle
case la via diventa erbosa e 50 metri dopo incrocia una scalinata
(28). Si va a sinistra e si sale fino
alla chiesetta di Sant’Antonio, sul Colle (30).
Volendo, mentre si percorre la strada sotto, si può anche arrivare
fino all’incrocio dove la provinciale curva a destra (e dove c’è
un’edicola con Sant’Antonio) (27’),
prendendo a sinistra la via Osservatorio. Fatti cento metri, sulla
sinistra (28’) c’è la scalinata che
sale sul colle verso Sant’Antonio, e che passa per il punto
(28).
Visitata la chiesa, si ridiscende la prima rampa di
scale e, spalle alla cappella, si scende a sinistra per il vialetto
ghiaioso, fino a trovare il largo sentiero attraversato poco prima
salendo per la scalinata (31). Si va a
sinistra e lo si percorre per un chilometro e mezzo.
Il tracciato corre sul ciglio del colle, passando
accanto alle testimonianze della prima guerra mondiale e offrendo
anche un bel panorama.
Arrivati sul bordo di una cava, il sentiero piega a sinistra e sale
per 300 metri, giungendo infine ad un bivio
(32). Si andrà a destra, ma prima vale la pena fare una
brevissima deviazione. Andando a sinistra, infatti, in 150 metri si
arriva al piazzale dell’Ara Pacis, un grande monumento dedicato ai
caduti di tutte le guerre (33).
Tornati al bivio di prima (32),
si gira (venendo da qua) a sinistra e si scende, talora in modo
ripido, per qualche centinaio di metri; si incrocia una carrareccia
trasversale (34) (ma si prosegue
diritti) e un sentiero confluente da destra
(35), e dopo altri 500 metri si giunge ad un’altra chiesetta,
quella di Santa Fosca (36).
Da questa chiesa scende una strada che in breve porta al sottostante
paese di Borgnano; si arriva all’inizio della piazza
(37), proprio di fronte ad una
trattoria. Si percorre tutta la piazza e, in fondo a sinistra
(38), si prende la strada che porta al
cimitero.
Modifica di tracciato -
novembre 2011
(Lavori stradali)
Il Cammino Celeste – ramo principale, 2ª tappa –
attraversa la regionale 305 più o meno a metà
(43) del tratto che va dall’incrocio
di Angoris al ponte sul fiume Judrio. Nel tratto compreso tra tali
due estremi vi sono 6 (sei) possibili attraversamenti intermedi;
alla data sopra indicata non uno di essi era praticabile, compreso
quello del Cammino Celeste. Naturalmente non é possibile sapere come
e in che tempi la situazione si svilupperà; si sa solo che
dovrebbero essere costruiti due sottopassi.
A questo punto non vale la pena seguire la questione
con frequenza: verrà fatto un nuovo sopralluogo tra qualche mese,
sperando che qualcuno dei lavori sia stato terminato.
Per chi nel frattempo voglia intraprendere il
percorso, propongo due soluzioni, coincidenti tra di loro tranne che
per un tratto (la versione “a” è più corta, ma potrebbe essere
temporaneamente chiusa, in funzione dei lavori). Ecco le descrizioni
(vedi cartine provvisorie 005 e
006):
Percorsa la piazza di Borgnano, in fondo
(38) si esce non a sinistra ma a
destra per la via Verdi, che piega immediatamente a sinistra,
arrivando quindi alla provinciale (A).
a.
Si va a sinistra, portandosi quasi
subito sulla destra per percorrere la larga stradella erbosa a
fianco della vigna. Arrivati al quadrivio di Angoris
(Y), si va a destra nel
parcheggio della trattoria, prendendo poi la prima sterrata a
sinistra (Z) (attraversando la
regionale 305). Questo è un altro punto dove prima o poi
riprenderanno a lavorare, ma per il momento è disponibile. In fondo
si trova una strada bianca trasversale
(D), e si va a sinistra fino alla provinciale
(E).
b.
Si attraversa e si prende di fronte la
via Bellini fino a raggiungere la regionale 305
(B). Si attraversa ancora e si
va di fronte in direzione della borgata di Villaorba, superata la
quale si va a sinistra per una strada bianca
(C) che termina sulla
provinciale presso un’azienda vinicola
(E).
Si va a destra, restando inizialmente su una stradina
parallela alla strada e poi per 200 metri sul ciglio della
provinciale (attenzione!). Volendo si può attraversare subito,
scavalcando (facilmente) la bassa barriera, e camminare sulla strada
che serve le vigne di fronte.
Arrivati in corrispondenza dell’ingresso dell’azienda
(sulla destra) si va a sinistra (F)
per una sterrata alberata. Quando si arriva al canale
(G) si va a destra fino alla
provinciale (H). Se ne percorre
un tratto (ma per quasi tutto si può evitare, stando sulla destra,
la strada piena), fino a che non si incontra sulla sinistra la via
Campi Nadari (I), che è strada
bianca.
La si percorre fino in fondo, andando a destra alla
biforcazione (J), fin dove essa
termina sulla via Cellini (K).
Si va a destra e si arriva alla regionale 56
(47), proseguendo poi diritti sulla via Ara Pacis come da
Cammino principale.
Fine.
Arrivati a quest’ultimo (39), si va a
sinistra per una larga strada bianca, proseguendo fino ad incontrare
un viale con doppio filare di pini marittimi, proveniente da
sinistra (41).
Si va a destra e si continua con questa direzione,
che ci porterà fino alla destinazione odierna!
Si prosegue sempre diritti, senza curarsi degli
eventuali incroci, attraversando anche la regionale 305
(43), e, dopo oltre un chilometro e
mezzo, si confluisce in una asfaltata a traffico ultra ridotto, che
proviene da destra (44). Altri 700
metri e si arriva alla periferia di Cormons e alla regionale 56 (via
Isonzo) (47). Di fronte c’è la via Ara
Pacis; la si percorre fin oltre il sottopasso della ferrovia
(48) e rapidamente si è in centro
(49). Proseguendo diritti per via
Friuli e via Matteotti si raggiunge la piazza del Municipio; subito
prima si incontra (a sinistra) la via Cancelleria Vecchia
(51), che porta al parcheggio adiacente
al ricreatorio (52). Il duomo
(53) è a brevissima distanza.
[Una soluzione più facile, piacevole, ma certo meno significativa, è
quella che passa per i punti (a),
(b), (c),
(d), (e),
oppure (a), (b),
(c), (d),
(d’) e (41),
passando dietro al colle.]
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Modifica di tracciato -
luglio 2011
(Tratto della perifieria di Mariano del Friuli :
lavori stradali)
La periferia est di Mariano del Friuli, con
particolare riguardo per il tracciato della mai realizzata variante
ferroviaria, è attualmente interessata da una serie di cantieri per
la realizzazione di un passante stradale che eviti il paese di
Mariano.
La zona in questione è per larghi tratti formalmente
interdetta, anche se in molti punti si passa normalmente, almeno
lontano dai cantieri al momento attivi.
Pertanto si suggerisce ai pellegrini che percorrono
il tracciato principale del Cammino Celeste di non utilizzare la
Via dell’argine e della ferrovia, che passa per il paese di
Fratta e che lambisce, appunto, Mariano del Friuli, e ciò almeno per
quest’anno (2011, ma non si sa fino a quando dureranno i lavori), ma
di usare la via primaria, quella per Medea.
Fine.
- Via dell’argine e della ferrovia
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Si può raggiungere l’abitato di Versa direttamente
sulla strada, però io consiglio di fare lo stesso percorso della via
di Medea, che si descrive.
Subito ai piedi della rampa di discesa del ponte sul
Torre si trova sulla sinistra una stradina che torna indietro verso
il fiume (12); la si prende, girando
poi immediatamente a destra per una capezzagna verde.
Dopo 150 metri questa fa gomito a sinistra, per
terminare in un’altra carrareccia che corre ai piedi dell’argine
(13). Si va a destra e subito si
incontra una strada in terra che proviene da una cava
(14), la si supera continuando
dall’altra parte lungo l’argine per altri 150 metri, fino a che si
trova una carrareccia migliore che si diparte perpendicolarmente
sulla destra (15).
Si va a destra e in 500 metri si giunge ad uno
spiazzo sul retro della chiesetta dedicata alla Beata Vergine
Lauretana (17). Da lì, proseguendo
spalle alla facciata, si può arrivare in paese a Versa, al punto
(51). La chiesa è visitabile.
Arrivati in paese, lo si attraversa tutto in direzione di Romans
(cioè senza deviare dalla regionale), superando prima l’incrocio per
Medea (52) e quindi il ponte sul fiume
Judrio, oltrepassato il quale si va a sinistra
(53) per percorrere, sulla strada bianca che costeggia
l’argine, la sponda sinistra del torrente Versa.
Percorrere l’argine sarebbe ancora più bello, ma per
la manutenzione non troppo frequente esso non è sempre comodamente
praticabile. In questo percorso si lambisce gli abitati di Fratta e
Mariano del Friuli. Nel primo tratto ci sono due strade laterali a
destra (54) e
(55), ma non se ne terrà conto.
Prima di Fratta la strada si scosta leggermente dall’argine, ed
entra in paese (57).
La chiesetta del XV secolo vale una visita. Per
riprendere la via dell’argine si torna all’incrocio tra le
provinciali e ci si dirige verso il torrente Versa (direzione
Medea), entrando però subito a destra, prima di salire sul ponte,
tra le case per via Mulino Vecchio (per riferimento, si passa
davanti ad una casa le cui imposte marrone scuro sono contornate,
sul muro bianco, con un molto evidente colore giallo)
(58); dopo 50 metri la via gira a
sinistra, diventando subito dopo bianca.
Va detto, però, che nella parte centrale del tratto tra Fratta e
Mariano anche la strada si è dimostrata povera di manutenzione. Si
passa bene, ma talora tra l’erba alta, specialmente in estate.
Un’alternativa potrebbe essere quella di oltrepassare il torrente e
di prendere (a destra) la strada che percorre la sponda opposta, in
condizioni decisamente migliori ((m) –
(n) – (o)).
Qualunque sia la sponda scelta, all’altezza di Mariano del Friuli si
attraversa la regionale 305 (60, 60’) e
si continua diritti; il successivo incrocio è quello con il
tracciato della mai realizzata variante ferroviaria
(61).
Lo si prende (a sinistra, superando il torrente se si
è ancora di qua), e lo si percorre fin dove la strada scende dalla “ferrovia”
a sinistra (63) (non si può sbagliare),
proseguendo come strada bianca, fino a raggiungere la zona
industriale di Cormons.
Arrivati sull’asfalto (64), si continua
tenendo la direzione, fino ad incrociare il grande viale alberato
che attraversa la zona industriale (65);
lo si attraversa e lo si percorre verso destra fino dove esso
termina sulla via Corona (66); quindi
si gira a sinistra fino alla provinciale (via Vino della Pace)
(67).
Dal punto (64) si può
anche andare a destra per una carrareccia fino ad arrivare sulla via
Corona nel punto dove questa si infila sotto la “ferrovia”
(65’); si va a sinistra e la si
percorre fino alla fine (67).
Arrivati alla provinciale, la si attraversa, infilandosi di fronte,
una cinquantina di metri sulla destra, in via Michelangelo
(68); si attraversa poi anche la
regionale 56 (69), imboccando via
Bancaria; in fondo ad essa (48) si va a
destra, passando sotto la ferrovia, e si è in centro
(49).
Proseguendo diritti per via Friuli e via Matteotti si
raggiunge la piazza del Municipio; subito prima si incontra (a
sinistra) la via Cancelleria Vecchia (51),
che porta al parcheggio adiacente al ricreatorio
(52). Il duomo
(53) è a brevissima distanza.
Nel duomo di Cormons, a fianco dell’altare, a destra, c’è una statua
di San Giacomo.
Merita inoltre visitare la graziosa chiesa di San
Giovanni Battista, nell’omonimo borgo (uscendo da Cormons sulla
strada per Brazzano, al punto (4) della
tappa successiva; alcune famiglie che abitano lì accanto hanno le
chiavi). Farlo la mattina seguente potrebbe essere troppo presto.
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Lunghezza: 17-18 km
Dislivello della tappa: irrilevante; 140 metri
in salita e altrettanti in discesa se si fa il Colle di Medea.
Passare per Monticello di Cormons
Per chi risale la sponda destra (quella di nord-ovest),
segnalo, poco prima di arrivare alla ferrovia, la possibilità di una
deviazione a sinistra (p), che porta, per un
molto evidente viale alberato, alla vicinissima frazione di Monticello di
Cormons.
Da Monticello, per tornare sul tracciato, si prende la strada
che porta a Corona, che inizia accanto ad un Capitello con la Vergine, e che
si alza per superare la ferrovia; giusto prima del ponte si va a sinistra e
si scende confluendo in breve nel tracciato principale
(62).
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