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TAPPE DETTAGLIATE
CORMONS - CASTELMONTE
Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è
disponibile in un unico file alla pagina
Pernottamenti e file utili.
Cormons è l'inizio della terza tappa e viste le
località attraversate fino a Castelmonte consigliamo di fare scorte
alimentari per la durata della tappa stessa.
Da Cormons, supponendo di partire dal ricreatorio
(49), si torna indietro fino alla via Matteotti
(48), che si prende
a sinistra fino ad arrivare alla piazza del Municipio. Da questa si
esce per la via in fondo alla piazza a sinistra (riva della Torre)
(1); si prosegue tenendosi sulla destra, passando anche per uno
slargo (2), finché la strada va “contro il monte Quarin”
(3). In
alternativa dal ricreatorio si può attraversare in diagonale il
parcheggio uscendo dall’angolo in alto, fino al primo incrocio
(1a);
si va a destra per la via Patriarchi e si arriva allo slargo
(2)
precedente indicato, dove si va a sinistra.
Arrivati al punto (3)
si va a sinistra per via San Giovanni. Dopo qualche centinaio di
metri si incontra, sulla destra, la strada che sale verso il monte
(4), ma è consigliabile non salire
subito. Infatti, appena più avanti lungo la strada principale, come
già raccontato, c’è la graziosa chiesa di San Giovanni Battista,
nell’omonimo borgo (5). Non è detto
che si riesca a farsela aprire, ma il passaggio nel borgo vale la
leggerissima deviazione. Nel borgo si entra a destra e si sale; la
stradina continua oltre la chiesa, e sbuca di nuovo sulla strada che
sale sul monte Quarin (6).
Al culmine del tratto più ripido di salita si arriva
ad un tornante (7).
Con il vecchio percorso si usciva a sinistra
all’esterno di esso, entrando nel bosco. Ora, però, propongo una
nuova via, più semplice, sicura e corta! Per fare ciò si prosegue
sulla strada ancora per cento metri, finché si vede sulla sinistra
(8) un doppio sentiero,
caratterizzato dalla presenza di un segnale per escursionisti.
Entrambi i sentieri vanno bene, quello di sinistra è più diretto,
quello di destra più comodo; portano rapidamente su un sentiero
sottostante, rispettivamente nei punti (9)
e (9a); qualunque sia la scelta, una
volta sotto si va a sinistra, e si segue il tracciato restando
sempre sulla via principale; sempre andando diritti si supera
l’unico vero incrocio (10) e infine
si sbuca sulla provinciale per Dolegna del Collio
(11), da prendere a destra.
Volendo usare il percorso originario, al tornante
(7) si esce a sinistra all’esterno di
esso, entrando nel bosco. La stradina è in generale discesa e ha
andamento leggermente serpeggiante; tenersi sul percorso principale,
tralasciando tutte le laterali.
Ad un certo punto la strada piega a gomito a sinistra
e diventa bianca (b). Ancora qualche
centinaio di metri e si esce ad una piccola sella
(c) (a sinistra c’è una casa), dove
si incontra la strada che sale da Brazzano, da sinistra; giusto di
fronte si intravede, in alto, la chiesetta di San Giorgio; lì si va
a destra quasi a tornante, ci si tiene ancora a destra dopo poche
decine di metri (d), e in meno di un
chilometro ci si trova sulla provinciale per Dolegna del Collio
(e).
Questo ultimo tratto non è molto ben mantenuto, e
verso la fine è un po’ sconnesso. Sulla strada, ovviamente, si va a
destra.
- Collegamento alla scheda della:
La Chiesa della Beata Vergine
del Soccorso
Come ulteriore alternativa, si può raggiungere
Brazzano proseguendo lungo la via San Giovanni e restando alle
pendici della collina (non a caso la via si chiama “Sottomonte”).
E’ tutto asfalto, ma non è spiacevole. Dopo essere
entrati tra le case di Brazzano, all’incrocio in fondo
(4) si va a destra; subito dopo,
mentre si passa davanti alla chiesa, la strada ripiega verso nord.
Immediatamente più avanti, sulla destra (5),
sale la stradina che porta alla chiesetta di San Giorgio; alla fine
dell’asfalto si incontra il sentiero del monte Quarin (cioè il
tracciato principale) che proviene da destra
(e). Si prosegue andando diritti (tenendosi sulla destra), e
si scende fino alla provinciale, come da precedente descrizione.
- Collegamento alla pagina della:
3BIS - Variante per l’Abbazia di Rosazzo
Non esistono sensate alternative alla provinciale,
almeno fino a Vencò. C’è solo un breve tratto di strada di campo,
sulla sinistra (13), della lunghezza
di duecento metri. Si procede, dunque, sulla strada per quasi due
chilometri e mezzo, superando gli incroci per Ruttars
(14) e Corno di Rosazzo
(15).
Alla fine del tratto, superata una trattoria con un
largo parcheggio sulla destra (16),
si arriva in località Vencò; all’incrocio
(17) si prende a destra la strada per il confine di stato, e
dopo 400 metri si va a sinistra (18),
su una stradina che serve alcune case. In teoria si potrebbe salire
anche un po’ prima, per le vigne (v),
ma non sempre il percorso è praticabile.
Poche centinaia di metri e la strada curva a sinistra
(19) e sale sulla collina con un
fondo che una volta era bianco e che ora ha un nastro di asfalto,
per fortuna ghiaioso. Una volta in alto (20)
si va a destra (mentre andando a sinistra con una deviazione di 350
metri si può raggiungere la chiesetta di Santa Halaena), e si
percorre tutta la cresta verso nord, fino dove si incontra la strada
asfaltata che sale da Lonzano (21).
Brevemente a destra e si incontra una chiesetta
dedicata a San Giacomo (22). Per una
visita alla chiesa una volta ci si poteva rivolgere alla famiglia
che abita nel borgo di fronte alla chiesa (che poi è la casa natale
del poeta Pietro Zorutti); ora la chiave la tengono in Municipio a
Dolegna del Collio. Magari telefonando ...
Si prosegue sulla sterrata che fiancheggia San
Giacomo, che corre tra i vigneti, e alla fine di una breve discesa,
presso alcune case (case Peter), si ritrova l’asfalto
(23). Non si prende, però, la strada
asfaltata (che scende a sinistra), ma si prosegue sulla strada
bianca che si vede passare tra le case.
Dopo duecento metri, a sinistra c’è una rampa in
terra che porta ad una vecchia vigna, con davanti un segnale di
pericolo di incendi (24). Si sale
proprio lì, e subito si vede una carrareccia un po’ sconnessa che si
arrampica nel bosco.
La carrareccia è lunga poco più di un chilometro;
circa a metà c’è un bivio (25):
prendere la via di destra, in quel punto in leggera discesa. Usciti
dal bosco (26) si va a sinistra e in
500 metri, passando tra le case della località Sdencina, si
raggiunge la strada (27) per la ormai vicina Scriò (proseguire tenendo la direzione).
A Scriò (28) si va a
destra (cioè diritti) e si passa davanti all’agriturismo “Al
Granatiere”; finite le case la strada diventa sterrata, e si
biforca più di una volta (29): non
prendere alcuna delle laterali destre che all’inizio si infilano tra
i filari, ma tenere la sinistra in salita. Si cammina per un po’,
evitando tutte le laterali (la più consistente delle quali scende a
destra) (30); poi si arriva ad un
incrocio complesso (31); le ultime
due strade che lo formano costituiscono i due bracci di un tornante:
prendere quello di destra che sale.
Altri 600 metri e si abbandona quella che pare la
strada principale (che prosegue in Slovenia) e si gira a sinistra
(33), in discesa, prima leggera, poi
sempre più ripida e sconnessa.
Si arriva a Restocina quasi a precipizio
(34); si va a destra e, su asfalto,
si scende fino a Mernicco (35). Si va
ancora a destra e dopo 100 metri si passa davanti alla canonica,
riconoscibile perché sulla facciata sono dipinte le immagini delle
sette chiese del comune (36). Quasi
di fronte un breve sentiero porta alla graziosa chiesa di
Sant’Elena.
Si prosegue verso Prepotto e, superato l’incrocio per
la Slovenia (37) e passato il Judrio
sul “Ponte dello Schiopettino”, ci si trova ad Albana.
C’è anche un altro sentiero che da Scriò porta a
Restocina: dal punto (28), invece di
andare verso il Granatiere, si va a sinistra, e si scende sulla
strada per quasi 400 metri. Quindi si prende
(a) una strada bianca a destra in leggera salita. Meno di 500
metri e si trova, sulla sinistra, un sentiero ben visibile
(b).
Questo facile sentiero scende fino al ruscello e poi
risale leggermente fino al paese di Restocina, appena prima
dell’arrivo dell’altra via. Una volta sulla strada
(c), si va a destra. L’unico problema
di questa variante è che in alcuni punti il ruscello tende ad
invadere il tracciato, con pozzanghere che possono essere anche più
larghe del sentiero.
Subito dopo il ponte sul Judrio c’è una chiesetta
visitabile, immediatamente dopo la strada fa una curva di 90° a
sinistra (38); lì si entra diritti
tra le case; dopo 200 metri si gira a sinistra
(39) (ci sono già le marcature
bianche e rosse del sentiero segnato 748) e in breve ci si trova
sulla strada principale di fondovalle (40).
Si svolta a destra e la si percorre per poco; si sale quindi
(41) a sinistra, sempre su asfalto,
fino alla borgata di Centa (Britof) (42).
Un altro modo per arrivare a Centa è il seguente: dal
punto (40) si torna leggermente
indietro fino al punto (m), per
prendere poi a destra una stradella di campo, fino a sbucare sulla
strada al punto (n) ed andare quindi
a sinistra.
Nel borgo di Centa merita una visita la
quattrocentesca chiesetta di San Pietro e Paolo.
Lungo la strada, invece, poco più avanti
dell’incrocio per salire a Centa (41),
in mezzo ad una vigna in basso a destra, giusto all’altezza del
castello di Albana, va segnalata la presenza dei ruderi (ma è in
restauro) di una chiesetta sconsacrata già dedicata a San Giacomo
(g).
A Centa, giunti alla fine dell’asfalto la strada
prosegue erbosa per un centinaio di metri, poi si entra nel bosco
per il sentiero 748. Il tracciato è ben marcato, e questo toglie
ogni preoccupazione. Vale la pena segnalare solo i seguenti punti:
dopo circa 200 metri il primo tratto di sentiero termina su una
stradina da prendere a destra (43);
dopo ulteriori 350 metri (44) si
lascia la stradina bassa (la cui continuazione, recentemente
ripristinata, conduce al castello di Albana) per svoltare a sinistra
in modo secco, in salita; infine, meno di cinquecento metri dopo,
subito prima di una curva a gomito a destra
(45), una laterale a sinistra porta, in meno di 150 metri, ad
una singolare cappella dedicata alla Madonna di Pompei.
Quando il sentiero esce dal bosco, si arriva ad un
prato e ad un fabbricato (46); si
piega a sinistra, e dopo essere passati vicino ad una vigna, si
raggiunge la strada asfaltata che da Albana sale a Castelmonte
(47). Se ne percorre qualche
centinaio di metri, verso destra, fino ad un bivio
(48).
Per arrivare a Castelmonte è possibile seguire due
strade: quella originariamente scelta, per il sentiero 748 e la
chiesetta dei Tre Re, e quella nuova, per San Pietro Chiazzacco,
frutto di successive esplorazioni, con un po’ di asfalto in più ma
anche oltre 3 km più corta, tanto che ora abbiamo deciso di
considerare come tracciato principale quest’ultima.
-1 La via diretta------------------------------------------------------------------------
Per prendere la nuova via diretta, al bivio
(48) si prosegue sulla strada
principale fino al bivio successivo (49),
dove si entra a destra verso l’abitato di San Pietro Chiazzacco;
arrivati al paese (50), è d’obbligo
una sosta per visitare la chiesa, ricca di affreschi. Per la chiave,
rivolgersi alla persona indicata sul sito internet.
Si prosegue imboccando a destra la stradina che dalla
chiesa sale verso alcune case (dal prato davanti a queste nelle
giornate di bel tempo lo sguardo può arrivare fino a Lignano);
subito dopo si lascia la strada (che finisce contro una cabina
dell’acquedotto) e si piega a sinistra in diagonale, entrando nel
bosco (51). Subito c’è un bivio
(52): andare a destra, in salita,
altrimenti si torna subito sulla strada. Dopo un chilometro si sbuca
di nuovo sull’asfalto (53), a solo
due chilometri (o poco più) dal piazzale di Castelmonte.
Da questo punto in poi non ci sono – almeno per ora –
altre divagazioni, e si sale sulla strada, quasi priva di traffico,
fino a che questa termina, dopo una corta discesa, sulla principale
strada di accesso al Santuario, che sale da Cividale, proprio
accanto all’arrivo del sentiero 748 (56).
Trecento metri di strada e si è nel parcheggio ai piedi del
santuario (57). Da lì alla chiesa
(58) il passo à breve.
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-2 Il sentiero 748-----------------------------------------------------------------------
La via originaria si prende andando a destra al bivio
(48) (se non si è troppo stanchi,
però, vale la pena visitare prima la chiesa di San Pietro Chiazzacco
(50), ricca di affreschi – vedi poco
sopra), continuando a seguire il sentiero 748, che in quel tratto
corre sull’asfalto.
Andati dunque a destra, si incontra subito un altro
incrocio (a destra, per Cladrecis), ma si prosegue in alto sulla
sinistra (a). Dopo un chilometro
circa si passa presso alcune case (b);
più avanti ancora si trova, a destra, la strada per Stregna (di
Prepotto) (c), ma si va diritti, attraversando un ponticello; immediatamente
dopo torna lo sterrato.
Questa strada bianca ad un certo punto si butta in
discesa, alla fine della quale c’è un incrocio piuttosto complesso
(d): semplificando, a destra si va a
Fragielis, mentre a sinistra continua il nostro sentiero 748;
lasciar perdere tutte le strade secondarie.
Questa raccomandazione vale anche per tutto il tratto
successivo, nel bosco, dove nel giro di un chilometro circa si
incontra anche due diramazioni a sinistra di pari dignità (presso la
seconda è posteggiata una specie di chiosco chiuso su ruote, di
colore azzurro) (f).
Prima di ciò, subito dopo un tornante, sulla destra
si trova un albero nella cui cavità è stata posta una piccola statua
della Madonna (e); un cartello invita
ad una sosta di preghiera.
Ad un certo punto (per riferimento, 1,3 km oltre il
chiosco azzurro) bisogna girare a sinistra in modo secco
(g); il tracciato che si prende è per
300 metri mulattiera e per altri 200 sentiero vero, anche piuttosto
ripido, fino alla chiesetta dei Tre Re (h).
Poi si prosegue tranquillamente su strada bianca, fino a giungere
sulla strada principale a trecento metri
(56) dal parcheggio di Castelmonte. Dal parcheggio
(57) al santuario
(58) il passo à breve.
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Lunghezza: 23,2 km
Dislivello della tappa: salite per circa 930
m; discese per circa 350 m.
La Chiesa della Beata
Vergine del Soccorso
La Chiesa della Beata Vergine del Soccorso. Sul
Monte Quarin, con un piccolo sforzo in più, si può visitare
(avvisando prima) questa chiesa, posta in posizione tale da
dominare tutta la campagna cormonese. Vi si sale con un
sentiero, segnalato con numerosi cartelli (Sentiero del portone
rosso), che si prende andando a destra al punto
(3).
La prima parte del percorso, su una stradina asfaltata o in
cemento, è tortuosa, e nel finale abbastanza ripida; poi si
prende (m) un sentiero a sinistra,
che sale fino al parcheggio sul monte (n);
da lì una scalinata sulla destra, a larghi gradoni, porta fino
alla chiesa (o).
Per ripartire si ritorna al parcheggio e si
scende lungo la strada per qualche centinaio di metri, fino a
trovare una carrareccia sulla destra (p).
La carrareccia fa due gomiti, prima a destra e poi a sinistra,
per terminare, con una breve rampa in discesa, ad un incrocio
(q); si va a sinistra (c’è anche un
brevissimo tratto di salita) e, presa la discesa, si incontra
sulla sinistra due strade di bosco, larga la prima, molto meno
la seconda (9a),
(9): è il punto di innesto sul
tracciato principale: basta andare diritti in discesa e
proseguire come da descrizione primaria.
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