ITER  AQUILEIENSE

                                                     - Cammino Celeste -

 

Home • Forum • Mappa sito • Links • Commenti

Variante per Pikon - Bacis - Antro

 

    HOME CAM. ITALIANO TAPPE DETTAGLIATE CASTELMONTE - MASAROLIS VARIANTE PER PIKON

 

 

Per chi decidesse, inopportunamente, di non passare per Cividale, oppure per i pellegrini locali che Cividale la conoscono già, da Castelmonte si può raggiungere Masarolis per una strada più diretta, che tuttavia non è priva di piacevoli sorprese, come spiegherò.

E’ un percorso tutto sterrato nella prima parte e con un lungo tratto asfaltato nella parte centrale; però proprio alla fine di questa si incontra, a Biacis, una antica chiesetta dedicata a San Giacomo, e poco dopo la caratteristica chiesa di San Giovanni d’Antro, all’imboccatura di una grotta (che si può visitare).

 

Cartina generale di tappa T04

  013 Biacis - Spignon

  014 Masarolis - Kraguojnca

     011bis Castelmonte - Cemur - San Pietro

Inoltre, vista la lunghezza limitata della tappa, si consiglia di prendere in considerazione l’ipotesi di proseguire fino al Piano di Fraccadice, o Fraccadizze, (dove si può pernottare e mangiare), senza scendere a Masarolis, ma prendendo, all’incrocio per Cedermas (25), la variante del monte Kraguojnca (collegamento alla scheda sottostante). Tale soluzione comporta un allungamento della tappa di oltre cinque chilometri, però in totale se ne risparmia più di tre.

 

Dal piccolo piazzale superiore, dietro il complesso di Castelmonte, nel primo angolo a destra (11) c’è un varco nel muro, dal quale parte una scaletta in cemento, marcata come sentiero 747. Pochi metri, e si svolta a sinistra lungo il muro di contenimento del piazzale. Non è un granché, come inizio di sentiero, ma dopo poco si allarga, e in breve si raggiunge la sottostante strada asfaltata (12).

La si attraversa e ci si infila nel bosco di fronte, dove parte, ben segnalato, il sentiero 760. Questo sentiero, largo e facile da seguire, scende nel bosco fino alla località di Pikon; durante il tragitto si incontra una interessante cappella (13).

Arrivando a Pikon il sentiero diventa strada (14); ci sono subito due piccoli tornanti, poi la strada scende, anche con un piccolo tratto di asfalto, fino a valle. Segnalo, poco dopo la borgata, sulla sinistra (15), una possibile variante per la chiesetta di San Silvestro.

 

Arrivati in fondo (16) conviene andare a destra (Collegamento alla scheda sottostante: "la strada di sinistra" è più breve, ma c’è un tratto estremamente fangoso). Quando si incontra il ponte sul torrente Cosizza (17), lo si attraversa, e subito (18) si gira a sinistra sulla strada bianca che ne percorre l’argine destro. Sempre diritti finché si può; ad un certo punto la strada piega a destra (si è in un piccolo boschetto), e in poche decine di metri si raggiunge uno spiazzo - incrocio (20), dove si va di nuovo a sinistra. In fondo al successivo tratto rettilineo, nell’angolo a sinistra (21), inizia un breve (350 metri) sentiero. Questo sbuca su una stradina (22) proprio in corrispondenza di una passerella sul torrente (che sarebbe servita nel caso in cui al punto (16) fosse stata scelta la via fangosa). Si va a destra, tenendo la destra anche nel vicino spiazzo, e si continua diritti fino a raggiungere la provinciale (24).

 

Si va a sinistra, superando il ponte sul torrente Alberone, e si arriva sull’altra provinciale; si attraversa l’incrocio (25) e si va a destra. Fatti 200 metri (26) si prende a sinistra una stradina in sassi che in breve porta ad Azzida. All’incrocio nel paese (28) si gira a destra, e al successivo incrocio (29) ancora a destra.

Si va avanti fino a confluire nella regionale 54 (30), ormai praticamente in centro a San Pietro al Natisone. Se non si ha particolari necessità, si attraversa la regionale e, giusto di fronte, si entra per la via Narauni. Si percorre questa strada facendo semplicemente attenzione a non entrare nei cortili condominiali, finché essa non si restringe ed entra in borgo San Pietro (ma la toponomastica è aleatoria); alla fine di un muro, sulla sinistra (31), si trova un passaggio in erba, che in breve confluisce in una strada bianca che arriva da destra (32). Siamo in leggera discesa.

Subito la strada piega a destra fino ad arrivare alla passerella sul Natisone. Attraversato il fiume si arriva alla strada asfaltata per Biacis (33), che si dovrà prendere a destra.

 

Se, invece, c’è bisogno di passare per il centro del paese, si continua sulla regionale fino alla via San Pietro (31’), dove si gira a sinistra; delle due vie che ci si trova di fronte si prende quella di destra, che diviene quasi subito sterrata. Finite le case, la strada comincia a scendere, e subito incontra, sulla sinistra, il passaggio in erba già descritto (32); quindi piega a destra fino ad arrivare alla passerella sul Natisone, come da precedente spiegazione.

 

Arrivati sulla strada (33), si va a destra per circa 2 chilometri, incontrando anche gli abitati di Oculis e di Spagnut, finché si giunge a Biacis. Prima del paese, sulla sinistra, c’è una fonte (36). Poco sopra Biacis c’è un’antica chiesetta dedicata a San Giacomo (37): andarci senza entrare sarebbe un peccato. Pertanto, invece di salire direttamente per la stradina a sinistra presso la fonte, entrate in paese e cercate il civico 145 (è sulla sinistra, all’entrata di una stradina interna), dove abita la persona che ha le chiavi (a).

 

Per salire a San Giacomo tornate sulla strada ed entrate nel successivo cortile, sempre a sinistra, senza paura di addentrarvi nel cortiletto interno sulla destra (b); all’interno prendete la salita in pietre e cemento che vedete davanti a voi sulla sinistra; in cima alla salita andate a sinistra, e vi troverete sulla strada bianca proveniente dalla fonte (c); prendetela in salita (a destra) e in breve sarete arrivati.

 

Poche decine di metri oltre la chiesa, sul lato destro della strada, inizia un sentiero segnalato da un cartello (ma in questa parte non marcato dai segni bianchi e rossi). Pur privo di segnali, il sentiero è facile da seguire, sia nel bosco sia quando diventa stradina erbosa.

Dopo 15 – 20 minuti si arriva ad un bivio (38): è l’incrocio con il sentiero 752. Andando a destra (anche il cartello lo dice) si arriva rapidamente ai piedi della scalinata che conduce alla grotta e alla chiesa di San Giovanni d’Antro (39). Se telefonate per tempo al numero indicato sul sito internet del Cammino Celeste una gentile signora vi aprirà e vi spiegherà (così almeno funziona ora).

 

Fatta la visita si torna, per il sentiero 752, al precedente bivio (38), e si va a destra. In breve il sentiero prende a salire, a tratti in modo abbastanza ripido, finché incontra la strada bianca che proviene da San Giacomo (quella lasciata mezz’ora prima) (40). Si va a destra e la si percorre per qualche centinaio di metri, fin dove il sentiero rientra nel bosco, andando a destra (41).

Ora il tracciato è meno impervio. Le marcature non sono numerosissime, ma sufficienti; segnalo solamente alcuni punti dove fare attenzione: in un tratto abbastanza aperto, sulla sinistra c’è una radura nella quale avevo trovato alcune cataste di legna, ma è evidente che il tracciato continua sulla destra; solo 50 metri più avanti il sentiero si biforca (42): andate a destra, il segno bianco e rosso lo confermerà quasi subito; più in su si incontra una strada trasversale non proprio con una grande manutenzione, ma non vi sono dubbi sul fatto di doverla attraversare e basta, proseguendo diritti (43).

Quando si esce dal bosco (ma ormai si è quasi arrivati) bisogna percorrere una stradella erbosa: basta un minimo di attenzione. E infine si arriva sulla strada asfaltata, nel paese di Spignon (44).

 

Si può continuare subito sulla strada (naturalmente in salita) oppure entrare nel paese e salire di là; in ogni caso si arriva sempre al tornante superiore (45). A questo punto sicuramente sulla strada si prosegue fino ad arrivare alla bocchetta, al bivio per Puller (46). Si scollina, e in pochi metri si giunge sul tracciato proveniente da Cividale, al punto (28). Proprio dalla sella parte un sentiero che in soli 5 minuti (vale assolutamente la deviazione) porta alla chiesetta di Santo Spirito (z).

 

Superata la sella (28) si va a destra (seguire la tabella che indica Tàmoris). Dopo settecento metri si incontra, a destra (29), il bivio per Cedermas, dove inizia la variante del monte Kraguojnca; poi, dopo ulteriori 3,7 km, si arriva sulla strada principale, in corrispondenza di un tornante (30).

Si va a sinistra, in discesa, prendendo poi una stradina asfaltata a destra (32) quando si è in prossimità delle case, e in meno di un chilometro circa si scende a Masarolis. Si può risparmiare ancora qualcosa se si prende un sentiero un centinaio di metri prima (31), se è falciato.

 

 

 

Lunghezza: 19,9 km

Dislivello della tappa: salite per circa 635 m; discese per circa 620 m.

 

Se si pernotta a Piano di Fraccadizze:

Lunghezza: 24,9 km

Dislivello della tappa: salite per circa 920 m; discese per circa 920 m.

 

 

Strada di sinistra

La sponda sinistra del Cosizza. All’incrocio (16) si va a sinistra,e a quello successivo (a) si va a destra. La stradina attraversa un boschetto lungo il torrente, ed è lì la parte più fangosa.

Quando si incontra sulla destra la passerella (b), si attraversa e ci si trova subito al punto (22), all’uscita del sentiero.

 

 

Variante del monte Kraguojnca

La scelta di questa variante è consigliata solo se si intende andare a pernottare non a Masarolis ma al Piano di Fraccadice. Essa comporta un allungamento della tappa di oltre cinque chilometri, però in totale se ne risparmia più di tre.

 

All’incrocio per Cedermas (25) si lascia la strada per una sterrata a destra, marcata con il numero 752. Al primo incrocio (a), dopo 300 metri, tenersi a sinistra, e fare altrettanto successivamente, ad un incrocio più erboso.

Pian piano la strada sale sul monte Kraguojnca (948 m) (la traccia sui prati si vede da lontano); la salita è agevole, il percorso molto evidente e ben marcato (i segni 752 accompagnano fino al rientro sul tracciato principale).

Arrivati in cima (quasi), la vista è stupenda; questa “cima” dura un bel po’, e ricorda tanto i prati sui Montes de Oca, dopo San Juan de Ortega; quando si è alla fine (b), il sentiero, ben segnalato, si infila in discesa nel bosco, per uscirne qualche decina di metri più in basso.

 

Lungo uno stretto ma ben battuto sentiero tra l’erba si raggiunge quindi la bocchetta di Calla (846 m) (c’) e si risale brevemente fino ad incontrare la strada che sale da Tàmoris, al secondo dei tornanti sinistrorsi (300 metri prima della casermetta) (c). Per il seguito si veda la descrizione della quinta tappa.

 

Praticamente nulla cambia relativamente all’altimetria rispetto al percorso principale.

 

 

Home
1. Aquileia - Aiello del Friuli
2. Aiello del Friuli - Cormons
3. Cormons - Castelmonte
4. Castelmonte - Masarolis
5. Masarolis - Montemaggiore
6. Montemaggiore - Rifugio A.N.A.
7. Rifugio A.N.A. - Prato di Resia
8. Prato di Resia - Dogna
9. Dogna - Valbruna
10. Valbruna - M. Lussari

 

 

Copyright © 2007 CAMMINOAQUILEIESE.IT  -  a cura del Circolo Culturale "Navarca" di Aiello del Friuli
Posta elettronica: camminoceleste@libero.it
Ultimo aggiornamento: lunedì 31 ottobre 2011 14.30.45