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Ricordiamo che tutto il materiale proposto in questa sezione è disponibile in un unico file alla pagina Pernottamenti e file utili.

 

Da Prato di Resia si esce salendo sulla strada a fianco della chiesa; dopo la seconda casa (1) si va a sinistra, sempre su asfalto, e dopo altri 200 metri si prende a destra (2) una strada bianca: è il sentiero 638, che sale fino a valicare la bassa cresta (850 m), per poi scendere in Val Raccolana.

 

Cartina generale di tappa T08

  021 Lischiazze - Sella Sagata

  022 Chiusaforte - Vidali

  023 Dogna - Chiout

Finito il tratto più duro di salita, si incontra un’altra strada che arriva da sinistra (3), ma si prosegue diritti. Subito dopo c’è la sella, sita in località Stavoli Perachiaze, dopo di che si scende fino alla sella Sagata.

 

In corrispondenza di questa c’è un quadrivio (4): si prosegue ancora diritti, passando vicino ad una chiesetta con il tetto tricolore e, subito dopo, ad una baita degli alpini (con fontana!). In quel punto comincia il sentiero vero, facile da seguire e da percorrere (più di altri), ma non da prendere con allegria, visto che la scarpata non è lontana.

 

ATTENZIONE. Da segnalare, subito prima della confluenza nel 632 (5), la presenza di un ponticello in legno; questo corto ponte (saranno meno di tre metri) è addossato alla parete rocciosa, e su quest’ultima è fissato un cavo d’acciaio al quale tenersi; non è difficile (io l’ho fatto con la bicicletta in spalla!), ma bisogna prestare una grande attenzione a due cose in particolare: il ponte è abbastanza stretto, e si rischia di sbattere con lo zaino sulla parete; inoltre, se è piovuto esso può essere scivoloso.

 

Se ci fosse chi ha problemi di vertigini, il punto può essere passato con l’aiuto dei compagni di viaggio; se però uno volesse proprio evitare il problema, l’unica alternativa è arrivare sulla provinciale fino a Resiutta e poi risalire la statale 13 fino a Chiusaforte (sono in tutto circa 16 chilometri di puro asfalto; nella prima metà quasi non esiste banchina, nella seconda c’è una galleria non cortissima).

 

Passato questo punto c’è l’incrocio con il sentiero 632 (5), ma non ci saranno dubbi nel proseguire diritti a sinistra, in discesa, dopo di che si arriva abbastanza rapidamente a valle, sbucando sulla strada asfaltata della Val Raccolana (6). Si va a sinistra, si supera il torrente Raccolana, si lambisce il paese che porta lo stesso nome, si attraversa il ponte sul Fella e la statale 13 (7), e si è in centro a Chiusaforte (8).

 

 

Modifica di tracciato - luglio 2011

(Tratto da Sella Segata a Raccolana: frana)

 

Nella discesa dalla Sella Sagata, dopo il ponticello e la confluenza del sentiero 638 nel sentiero 632, c’è una nuova frana decisamente più consistente e più preoccupante di un’altra di qualche tempo fa.

Questa volta il tracciato originario non è percorribile, se non con un certo pericolo, ed è consigliabile risalire nel bosco per aggirare la frana dall’alto. Questa è la soluzione recentemente adottata da numerosi pellegrini, tra i quali alcuni amici della nostra Associazione. Non ho fatto ancora in tempo a prendere visione della situazione.

 

Purtroppo non esiste una buona alternativa al percorso in questione. L’unica praticabile consiste in 18 km di completo asfalto (contro 8 quasi interamente sterrati), di cui almeno la metà su strada senza banchina. Si percorre prendendo da Prato la strada per San Giorgio, proseguendo poi sulla provinciale fino a Resiutta.

In quest’ultima località, prima di arrivare alla statale, si va a destra per la ciclovia e si procede fino oltre il ponte sul Fella.

Qui, almeno fino all’ultimo sopralluogo, bisognava scendere a sinistra, arrivando prima sulla strada per Rovereto (andare a sinistra) e poi sulla statale (ancora a sinistra), proseguendo poi su di essa fino a Chiusaforte; ora la situazione è in evoluzione, e può darsi che sia disponibile un ulteriore tratto di ciclovia, tagliando fuori la pericolosa prima curva dopo l’incrocio, e scendendo poi nuovamente sulla statale quando le barriere del cantiere lo impongono.

 

Sopralluogo del 29.10.2011

La frana ha portato via un breve tratto di sentiero in corrispondenza degli ultimi due tornantini – cioè quasi a valle.

 

Il primo attraversamento del tratto franato (5 o 6 metri), quello più in alto, è stato sistemato, seppure in modo ancora grezzo; comunque ci si passa in buona sicurezza, seppure non proprio comodamente. Arrivati di là si lascia il sentiero originario (che dopo la vecchia curva non esiste più) e si continua diritti per un nuovo tracciato appositamente costruito, che in qualche decina di metri si ricongiunge con il 632.

 

Chi sale da Raccolana troverà il sentiero sbarrato, e dovrà salire a sinistra per il nuovo tracciato, per poi attraversare il tratto alto della frana, quello sopra descritto.

Da evitare il giro per sopra la frana, utilizzato nei primi tempi per il passaggio, che giudico scivoloso e meno sicuro del tratto aggiustato.

 

Fine.

 

 

Si riparte andando verso nord (a destra, per come si è entrati): in poche centinaia di metri si raggiunge nuovamente la statale 13 (9), e la si percorre fino a Dogna, per 4 chilometri. In questo tratto non vi sono veri problemi. Infatti la strada è larga, e la banchina anche, e il traffico ormai passa quasi tutto sull’autostrada che corre più o meno parallelamente. Particolare interessante, dopo un chilometro e mezzo, alla base della parete della montagna è collocata una fontana con acqua potabile. Vi spicca la scritta “Mandi – Te Mans di Diu(10).

 

Per entrare a Dogna conviene restare sulla sinistra della statale, e percorrere contromano (12) la strada (è la statale vecchia!) che esce dal paese; alla biforcazione (14) si scende a destra, tenendo poi la sinistra fino a raggiungere il centro.

 

Proprio di fronte al rifugio (15) c’è il museo del fitosauro; se potete, fate una visita.

 

 

Modifica di tracciato - luglio 2011

(Tratto da Chiusaforte a Dogna: lavori stradali)

 

A causa di recenti lavori stradali (che dovrebbero durare fino all’estate 2012) sono stati aperti sulla statale 13 alcuni cantieri, che hanno ristretto notevolmente la carreggiata, rendendo pericoloso il transito a piedi in quei tratti. Il primo è situato immediatamente fuori dall’abitato di Chiusaforte, appena dopo l’uscita della strada interna (9).

Questo stesso cantiere occupa anche la pista ciclabile costruita sull’ex tracciato ferroviario, tanto che esiste un’ordinanza che ne vieta l’uso fin da Dogna.

 

Tuttavia, dalla fine del cantiere in poi, in direzione di Dogna, la ciclabile è assolutamente percorribile. E vista l’attuale situazione della statale 13 se ne consiglia l’utilizzo al posto di quella.

 

Alla ciclabile si accede, ovviamente, non dalla stazione (com’era prima), ma da un corto e ripido sentiero che dalla strada vi sale, un centinaio di metri dopo la fine del cantiere, immediatamente prima del ponte con cui l’ex ferrovia attraversa il fiume Fella (z). Attenzione! La rampa è molto ripida, e non scalinata, per cui è facile scivolare, specialmente se è bagnato (e specialmente in discesa).

 

La ciclabile percorre il lato opposto della valle rispetto alla strada (la sinistra orografica), e non porta in paese a Dogna, ma passa alta a tagliare l’imboccatura della Val Dogna.

Per raggiungere il paese ci sono due possibilità. La prima si incontra dopo oltre 5,5 km, oltre la vecchia stazione di Dogna, e si tratta di una scalinata / stradina (c) che inizia con alcuni gradini e scende fino a superare il torrente Dogna su una nuova passerella.

 

Alla fine di questa (2) si va a sinistra sul ponte sul Fella, e una volta di là si scende a destra quando nella rete si trova un varco con degli scalini (1); dentro, si prosegue diritti e infilandosi in uno stretto varco tra le case si sbuca di fronte al rifugio (15).

La seconda si trova 500 metri dopo (d), ed è una strada a sinistra, che era sterrata e che ora è in cemento (e la cui pendenza nei primi 200 metri arriva al 27 %).

 

Una volta sotto (e), si va a sinistra e si arriva al ponte sul Fella (2); si va a destra e si procede come da precedente descrizione.

Le gallerie di quel tratto dovrebbero essere illuminate con delle fioche luci a LED.

Fine.

 

 

Lunghezza: 13,4 km

Dislivello della tappa: salite per circa 430 m; discese per circa 500 m.

 

 

La Ciclabile

Quando il Cammino Celeste è stato costruito, il tracciato della vecchia ferrovia era assolutamente impraticabile. Da un paio di anni esso sta diventando una pista ciclabile, comoda e piacevole, e anche suggestiva, ma purtroppo interamente asfaltata. Essa però consentirà di percorrere la Valcanale e il Canal del Ferro in condizioni di assoluta sicurezza anche a coloro i quali non intendono affrontare i dislivelli che il tracciato principale contiene.

 

In generale questa variante di fondovalle non è pronta, sia perché molte parti di questo percorso sono ancora da sistemare, sia per problemi sorti successivamente.

 

Per quanto riguarda le necessità di questa tappa (tratto Chiusaforte – Dogna), la ciclabile sarebbe materialmente pronta, però a causa di lavori un’ordinanza ne ha vietato l’utilizzo fino all’estate 2012! Inoltre, essa non porta in paese a Dogna, ma passa alta a tagliare l’imboccatura della Val Dogna, e per raggiungere il paese bisogna tornare indietro per oltre 500 metri.

E in totale l’allungamento sfiora i due km. Pareva risolto, invece, il problema delle gallerie, illuminate con delle fioche luci a LED; tuttavia in un’esplorazione ad aprile è stato accertato che i tunnel del tratto successivo (di cui due di 350 metri, con alcune curve!) erano comunque bui; non so se le luci manchino o fossero semplicemente spente.

 

Per salire sulla ciclabile, entrati in Chiusaforte (8) si va a sinistra, girando poi a destra (a) verso la vecchia stazione. Una volta sopra (b) si sale sulla “ferrovia” e si va a destra. Trattandosi di un tracciato ferroviario, e per giunta di montagna, occasioni per cambiare strada non ce ne sono molte; per trovare la prima ci vogliono oltre 5,5 km, oltre la vecchia stazione di Dogna: si tratta di un sentiero (c) che scende al paese superando il torrente Dogna su una nuova passerella.

 

ATTENZIONE.  Recentemente (luglio 2011), poco dopo la passerella una frana ha eliminato una parte del sentiero e costringe a inventarsi un percorso alternativo nel bosco, ci siamo attivati per ripristinare il sentiero.

 

Più semplice, forse, scendere 500 metri dopo (d), per una strada a sinistra che era sterrata e che ora è in cemento (e la cui pendenza nei primi 200 metri arriva al 27 %).

 

Una volta sotto (e), si va a sinistra e si arriva al ponte sul Fella (2); si va a destra, si scende a destra quando nella rete si trova un varco con degli scalini (1), si prosegue diritti e infilandosi in uno stretto varco tra le case si sbuca di fronte al rifugio (15).

 

 

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Ultimo aggiornamento: lunedì 31 ottobre 2011 14.30.45